UN FILM AL GIORNO: BATMAN RETURNS

Non solo film come “Allonsanfan” o “Thirteen Days” sono prodotti di cinema d’autore che narrano di Storia. Nel cinema la Storia si può individuare anche in diversi generi. Un esempio è “Batman Returns”, un film non propriamente storico o d’attualità. La pellicola è stata girata nel 1992 dal folle Tim Burton ed è qualcosa in più oltre che un film ispirato al fumetto sull’uomo pipistrello nato nel 1939 dalle menti di Bill Finger e Bob Kane. Limitarsi a dire che il film è un fumettone fatto di solo divertissement è superficiale. Tim Burton prende Batman, il Pinguino e Catwoman e li tuffa in una Gotham City cupa e idolatra che vive una crisi politica e sociale in quanto nessuna autorità riesce a placare le ondate di violenza. 

Il criminale peggiore della vicenda è il magnate Max Schreck ( in tedesco vuol dire Massimo Panico), il cui nome è un affettuoso omaggio all’attore che, nel lontano 1922, interpretò la parte del Conte Orlock nel capolavoro dell’espressionismo tedesco “Nosferatu: Eine Simphonie des Grauens” di Friedrich Wilhelm Murnau. Schreck è un avido e cinico industriale che ha in mente la costruzione di un condensatore che assorbirà l’energia da Gotham City. Egli sa benissimo che non è facile farsi strada da solo per mettere in atto il piano e, soprattutto, nascondere i suoi crimini passati. Di colpo il destino è dalla sua; come una manna dal cielo, viene attirato nelle fogne al cospetto dell’uomo pinguino, interpretato da un Danny Devito in ottima forma.

Il Pinguino è nato a Natale. Per il suo aspetto e la sua aggressività fu abbandonato dai genitori nelle fogne e desidera riuscire a risalire in superficie per vivere una vita normale, convinto che Schreck possa realizzare il suo sogno senza compromessi. Il crudele magnate non è convinto dal discorso del Pinguino ed ecco che il mutante lo ricatta, mostrandogli delle prove schiaccianti riguardo a costruzioni abusive, rifiuti tossici scaricati senza remore nelle fogne e di suoi soci d’affari fatti a pezzi e “scaricati”. I due villain si alleano. Molti aspetti del film ci rimandano direttamente alla storia del Novecento, come ad esempio il modo in cui Schreck decide di trombare il sindaco di Gotham City, ostacolo per i suoi piani. Schreck manovra il Pinguino e la sua banda di clown assassini per attuare atti di violenza e vandalismo in città e riesce a candidare l’uomo uccello a sindaco. La strategia della tensione funziona. Il pinguino parla all’opinione pubblica del sindaco come di un uomo superficiale che ha lasciato Gotham in balia di “pagliacci fuori di senno”, gli uomini dello stesso Pinguino, che ricordano un po’ gli “agenti provocatori” di cui si parlava ultimamente in merito ad alcune manifestazioni. L’idea della strategia della tensione in senso nazista è chiarissima, infatti, Max Schreck mentre espone l’idea al Pinguino cita l’incendio del Reichstag, provocato dai nazisti facendo ricadere la colpa sui partiti di sinistra. 

Un altro aspetto è rappresentato dalla colonna sonora. Danny Elfman compone i motivi di ogni singola scena riarrangiando e campionando l’inno dell’Azerbaijan, nazione dominata dalla Russia stalinista (l’invasione di Baku del 1922), amalgamato col tema dell’uomo pipistrello. Dal minuto 01.19 in poi l’inno è incredibilmente simile ad alcuni temi musicali del film. Infine non possiamo omettere che l’ingresso furibondo di Batman nel rifugio del Pinguino, a cui l’eroe ha impedito un olocausto di bambini, sia molto somigliante all’entrata dei russi e degli americani in Germania con obiettivo il bunker di Hitler ed i lager. Come le SS nella seconda guerra mondiale, anche i seguaci del Pinguino fuggono all’arrivo del Bat-scafo, lasciando il perfido antagonista solo col suo nemico.

Batman per la prima volta nei mass media combatte per la verità e la giustizia in senso politico; registra alcune frasi del Pinguino in cui egli disprezza Gotham City e durante il comizio del mezzo palmipede riesce ad intrufolare la registrazione e rivelare al popolo quello che realmente è il Pinguino: un boss del crimine con coperture “in alto”, cattivissimo e perfido genocida. 

Nel soggetto e nella sceneggiatura -di Sam Hamm, Daniel Waters e del non accreditato Weslet Strick- vi sono elementi iconoclasti verso cultura e istituzioni “sacre” americane; il Pinguino riesce ad incastrare Batman circa il rapimento di un’attrice –attuato dallo stesso panciuto mutante- e la polizia non esita a sparare addosso al nostro tenebroso uomo pipistrello. Il carattere iconoclasta/antisistema è anche suggerito da alcuni travestimenti dei sicari del Pinguino: vediamo acrobati trampolieri vestiti come lo Zio Sam, ma aventi maschere che raffigurano orrendi zombi. Quello che dovrebbe essere un gruppo di funamboli e clown che allietano grandi e piccini, vale a dire il circo, nel film diventa un manipolo di sicari che non esitano a sparare sulla gente, aggredirla e darle fuoco. 

Il personaggio più interessante del film è Catwoman. Ammalia e seduce il suo involucro di femme fatale, stupisce la sua abilità nelle arti marziali e nell’uso della frusta, ma è la più emarginata dei quattro personaggi principali. Su di lei tutte le angherie degli uomini. Selina Kyle è il suo nome in borghese ed è la segretaria di Max Schreck. Il magnate la uccide perché lei viene a conoscenza del piano riguardante la centrale/condensatore ed è proprio grazie a questo delitto che viene riportata in vita da un branco di gatti randagi affamati (se amate l’horror faunistico è una scena impedibile). Il sessista Pinguino vuole approfittare di lei e persino Batman, pur inscritto nel suo ruolo da personaggio positivo, la sottovaluta all’inizio, perché donna. Questo personaggio, un po’ buono e un po’ cattivo, potrebbe essere la summa di tutte le vittime (ebrei, dissidenti, non-ariani, gay, donne, disabili ecc…) cadute sotto i colpi dei plotoni d’esecuzione o bruciate nei forni crematori. Derise, schernite, turlupinate da regimi totalitari o, riguardo alle donne, da semplici mura domestiche.

Non tutti siamo uguali e, nel mondo del film hollywoodiano e commerciale, quest’opera ne è un esempio più che legittimo.

FRANCESCO PASANISI

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1 commento

  1. Bellissima la recensione!!!!! Complimenti e vai avanti così: conoscendomi bene sai che non è piaggeria mammifera!!


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