I NON-FILM DELLA DOMENICA: LA PASSIONE DI CRISTO

Oggi è l’11 dicembre 2011. Duemilaundici anni fa e tre giorni, si narra, l’Arcangelo Gabriele faceva una sorta di amniocentesi detta a voce alla Vergine Maria. Il responso era la nascita di un bel maschietto rivoluzionario di nome Gesù Cristo. Nel 2004 un avvinazzato di mezza età che passa tutto il tempo a maledire ebrei, minoranze etniche e donne, prende la figura del rivoluzionario e pacifista Gesù e lo inserisce in un film che pure Casapound denuncerebbe al Mossad. Il cineasta si chiama Mel Gibson, anche se egli stesso probabilmente non se lo ricorda più, e il film in questione è “La Passione Di Cristo” (2004).

La locandina del film. Sobria quanto basta. Magari il regista fosse come lei..

La pellicola farebbe entrare in solluchero delle bestiacce violente e metallazze come noi. E’ sicuramente il più lungo video dei Cannibal Corpse mai girato. Belle anche le cose horror che non c’entrano una ceppa col Vangelo, al catechismo CHI non ha mai sentito parlare di un demone azzurrognolo mezzo lupo e mezzo barbone che appare a Cristo mentre i romani lo arrestano? CHI non ricorda i FAMOSI bambini-zombi con gli occhi bianchi che straziano Giuda a morsi prima che egli s’impicchi? CHI non ricorda il Diavolo (Rosalinda Celentano), truccata come un cattivo di “Star Wars”, che mentre Gesù (Jim Caviezel) viene frustato in un mare di sangue, regge una specie di ibrido fra Nosferatu, Sciliptoti e Alfonso Signorini interpretato dal nano della Ciripiripì Kodak? CHI non ricorda le 40 ore di frustate che permeano tre quarti di film?

Dài, ragazzi, queste sono cose che al catechismo abbiamo imparato tutti! Come avete fatto a scordarvele!? Come dite? Avete fatto la dottrina in Italia? Ah, ok, ora si spiega tutto. Si vede che Gibson è stato indottrinato un po’ nel Reichstag in data 1938 e un po’ in un rave party in cui si ingollavano pasticche grosse come le ruote di una Ducati.

La sceneggiatura de “La Passione di Cristo” (che poi sembra una bestemmia, a pronunziare il titolo) è tratta dai delir…ehm, scusate….dagli scritti di Anna Katharina Emmerick, religiosa tedesca e probabilmente gran bevitrice di Latte Più che, nel suo cazzatario…ehm, scusate…nel suo libro “La Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”, oltre che a descrivere roba fantahorror che non trovate neanche in un disco dei Manowar o in un fumetto di “Conan il Barbaro”, la nostra monachella ci mette, perché non fa mai male, un po’ di antisemitismo. Nel libro ebrei e farisei sono descritti come demoni o comunque personaggi negativi. Evvai, sempre colpa loro!

Gibson chiede a Caviezel, descrivendolo, dove si trova il boccione di Negroamaro che aveva in tenda qualche ora prima.

Uno dei demoni horrorifici che esce senza motivo. Cliccate su questa foto, buahhaahu

Mo immaginate che fucina d’intolleranza e delirio splatter-mistico sono Gibson e la teutonica Emmerick messi insieme. Avete presente Mussolini? Beh, quando ha visto il film si è toccato le palle e ha chiesto alleanza con Bersani.

Curiosità:il set, blindatissimo, del film (a Matera) faceva talmente cagare che il nostro Carmeluccio Chitarra (sempre Gibson) ha pensato bene di mettersi un naso da pagliaccio, ubriacarsi e trasformare il circondario in una liturgia pastorale di stampo fondamentalista cristiano. Attori e tecnici erano obbligati a seguire una tediosa messa ultra conservatrice al giorno. Essì, già il film fa cagare di suo, mo mettiamoci a fare i pazzi a Matera -luogo in cui Pasolini girò “Il Vangelo Secondo Matteo” (1964), ma quello è un film e “La Passione” No- e stiamo apposto.

Jim Caviezel, l’attore protagonista, pare che sia esaltato quanto Gibson, religiosamente parlando. Si racconta, infatti, che il sangue usato nelle scene di violenza a Cristo (in galloni sarà quanto la diga di Monte Cotugno in Basilicata, infatti il sindaco di Matera era preoccupato) non fosse il solito liquido rosso cinematografico, ma che fosse vero sangue d’agnello. Fantastico, quindi Caviezel per far piacere al Signore ha puzzato d’abbacchio per otto settimane circa. Che fantasia!

Che dire più su questo film? Ah sì, che dopo aver taciuto in parte le polemiche sull’antisemitismo, qualche anno dopo hanno arrestato Gibson ubriaco fradicio che ragliava deliri geopolitici contro gli ebrei.

Gibson mentre vede in tv un documentario su Triblinka.

E che altro? Ah sì, memorabile la scena dell’arresto in cui, oltre cheal demone che appare, assistiamo ad un insolito San Pietro che mozza orecchie tipo Freddy Krueger nonchè a Gesù Cristo in catene che cade da un ponte ma la catena al collo lo salva dall’impatto tipo bunjee jumping.

Nel cast abbiamo alcuni italiani che, probabilmente, in quel periodo erano in bolletta: Sergio Rubini (che viene infilzato nell’occhio dal becco di un corvo  e gli spezzano le gambe), Monica Bellucci nel ruolo della Maddalena (eh beh, certo..) e Sabrina Impacciatore, cabarettista, che qui fa più ridere che nei suoi varietà. Non tanto per colpa sua, quanto per l’atmosfera delirante del film.

Il diavolo e il figlio. "The Passion" o "Cabal"?

I dialoghi sono in aramaico e in latino, Gibson sarà pure un alcolista senza cervello che picchia la moglie e odia tutti, ma sa bene che è molto figo metterci una spruzzatina di cinema d’essai. Nel finale, alla morte del Messia, il Diavolo, a tipo Playstation quando finisci il gioco, urla e si dissolve fra le fiamme.

Lo so, con questa recensione ho fatto un po’ di spoiler sulla biografia di chi nascerà fra due settimane. Scusatemi e Buon Natale.

FRANCESCO PASANISI

Una pacata sequenza del film.

L'attore Jim Caviezel. La foto è stata scattata dopo che è stato cacciato via da un bar a causa della puzza d'abbacchio.

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2 commenti

  1. Mi meraviglio che lei recensisca in questo modo un film che è stato il migliore, per contenuti e per realizzazione, di quelli realizzati negli ultimi anni. Diverse persone si sono convertite a Cristo vedendo quanto ha sofferto per noi. Lei diffonde parolacce contro questo capolavoro …… Ripensi bene alla cosa e si converta, mi permetta!

  2. Caro signore, capiamo che lei, da sacerdote, possa non aver gradito la nostra recensione. Noi rispettiamo il suo punto di vista e perciò le esponiamo il nostro: il gruppo informale Easy Phoney Production è anticlericale ed ateo/agnostico, ma non faremmo mai azioni di violenza verbale verso chi la pensa diversamente. Questo articolo, così come gli altri Non-film, è più che altro una satira non tanto nei confronti della religione, ma verso il regista del film e le sue scelte di stile e contenuto, già ampiamente discusse e criticate in precedenza.

    Cordiali saluti e la ringraziamo per il suon intervento.

    Easy Phoney Staff..


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