DIZIONARIO HORROR DEL MERCOLEDI’: ALIEN

ALIEN

Giudizio: *****

(Alien, UK /USA, 1979, col. 117′)

Di Ridley Scott. Con Tom Skerritt, Sigourney Weaver, Yaphet Kotto, Veronica Cartwright, Ian Holm, John Hurt.

Dopo aver fatto tappa su un pianeta sconosciuto per una richiesta di soccorso, l’astronave Nostromo viene invasa da una creatura mostruosa che che si impadronisce del corpo degli astronauti. Capolavoro del cinema di fantascienza, questo primo capitolo della sega che prevede tre seguiti tutti interpretati da Sigourney Weaver e due prequel recenti, è un film teso, claustrofobico, inquietante, che legge il futuro in una chiave pessimistica e presenta spunti di riflessione filosofici (non estranei a Odissea nello Spaziodi Kubrick) su una umanità stupidamente schiava della tecnologia, inguaribilmente avida e opportunista (alla quale sembrano assomigliarsi persino gli androidi), immersa nello sterminato vuoto esistenziale di un cosmo buio e freddo.

Qui il DVD Director's Cut

La pellicola si presenta agli occhi dell’attento spettatore come una piccola opera enciclopedica della fantascienza. In essa sono contenuti tutti quegli elementi che la tradizione fantascientifica sia cinematografia che letteraria ci ha consegnato, dagli umanissimi androidi di Philip Dick agli alieni malvagi de Il mostro dell’astronave (1958), al quale la trama si ispira, passando poi per tipologie di personaggi come il dottor Parker, che tanto somiglia, per la sua quasi monomaniaca voglia di salvaguardare la scoperta scientifica dell’alieno anche a costo di mettere a rischio la vita dei suoi compagni, al dottor Carrington del film La cosa venuta dallo spazio.

Ma oltre ad essere fitto di richiami alla lunga tradizione del genere, il merito maggiore di questo film è l’essere riuscito a condizionare per decenni l’immaginario collettivo, merito di una scenografia che coniuga tecnologia e disfacimento, di una protagonista algida e un po’ androgina e di una creatura che il regista con maestria continua a tenere nascosto nell’ombra per la maggior parte del film, rendendolo un predatore minaccioso, intelligente e invincibile, fino a quando non si mostrerà in un tutta la sua spaventosa e incredibile mostruosità.

Scott, che poi girerà Balde Runner (tratto proprio da un racconto di Dick), costruisce un incubo fatto di contrasti: il mondo geometrico, bianco e freddo del laboratorio e degli ambienti abitati dagli astronauti contro la struttura gotica e labirintica dei corridoi dell’astronave dove si aggira l’Alien. I corridoi diventano il labirinto buio della nostro inconscio dove si aggirano i mostri delle nostre ossessioni e delle nostre paura. Del resto il mostro è una creazione del pittore H. R. Giger, allievo di Dalì, che lo ha progettato assemblando le parti più disgustose di animali ed esseri umani e caricandole di valenze sessuali. E certa metafora sessuale è il fatto che a contrastare l’alieno sarà una donna, una scelta che qualcuno ha associata a quella di Halloween di Carpenter, anche lì il personaggio positivo è una donna e anche quel film è carico di metafore sessuali.

Il valore estetico del mostro è fondamentale per affrontare poi un altro contrasto caro al regista, quello fra organico e inorganico, dall’enigmatica vitalità biologica degli androidi alla costituzione letale dell’alieno, incubo così feroce che persino il sangue che contiene in realtà e pericolosissimo acido, fino alla vulnerabilità del corpo umano. Come dimenticare infatti l’alieno che viene alla luce sfondando lo stomaco degli uomini che lo hanno inconsapevolmente ospitato?

Del film esiste una versione Director’s cut rimasterizzata con tecnologia digitale e distribuita negli Stati Uniti nel 2003.

Seguito da Aliens, Alien 3 e Alien- scontro finale. Esistono due prequel Alien contro Predator e Alien contro predator 2. Esiste poi un seguito italiano non ufficiale Alien 2 sulla Terra (1980) di Ciro Ippolito, ma a parte il titolo, contenutisticamente ha poco a che fare con quello americano.

Curiosità:

  • Lo scrittore dell’orrore Stephen King ha dichiarato che Alien è uno dei suoi dieci film horror preferiti.
  • In Spaceballs (1987) di Mel Brooks c’è una sequenza che prende il giro il primo “crimine” (famosissimo) dell’alieno: l’uscita dal ventre di un astronauta.

Premi:

Il film ha vinto il premio Oscar per gli effetti speciali.

EDOARDO TREVISANI e FRANCESCO PASANISI

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