I FILM DEL SABATO: AMERICAN POP

Una grafica vintage, colori acidi e psichedelici, una playlist “colta” e gradevole ed una trama da saga familiare in versione, appunto, Pop. Questo è “American Pop” (1981) di Ralph Bakshi. Il film è stato girato, probabilmente, sulla scia di “The Wall” (1979) di Alan Parker, infatti si tratta di un concept-album in versione filmica animata. A differenza del kolossal delirante di Parker, però, l’epopea dei protagonisti di “American Pop” arriva da lontano fino al 1981 e con una rosa molto eterogenea e variopinta di pezzi e generi musicali. La pellicola di Bakshi inizia la sua storia agli inizi del ‘900, per poi passare all’epoca del proibizionismo sino alla seconda guerra mondiale e concludendosi con un arco di tempo dagli anni ’50 al 1980. La famiglia del musical animato ha 4 generazioni, pretesto per illustrare a 360 gradi le mode e i gusti della società e della musica a seconda dei decenni. 

Le micro trame di quest’epopea “musical-cartonata” sono piuttosto semplici e legate alla musica, come nei film con Gene Kelly, Fred Astaire e i musical dei ’70. Le animazioni sono primitive e statiche, come quelle del famoso cartoon fantasy “Masters of the Universe” (il famoso He-Man chi se lo scorda? Un Conan “spurio” che sbancò il mondo dell’infanzia trent’anni fa), ciononostante il film è scorrevole e va avanti come se fosse una radio che sta accesa per 97 minuti di fila.

 

Le parti che a noi piacciono di più sono quelle dagli anni Sessanta agli Ottanta. Questo pezzo dell’opera ci delizia con montaggi analogici fra cartoon delle vicende, cartoon psichedelici da videoclip ed immagini di repertorio riguardanti guerra, politica e società di quegli anni. Tutto irrorato da ottima musica. 

Potrete sentire i Jefferson Airplaine, The Doors, Janis Joplin, Jimi Hendrix e quant’altro. Il film finisce con l’ultimo “rampollo” della famiglia che scopre uno stile a metà fra David Bowie e Lou Reed. E’ un musicista e lo vediamo aggirarsi per una città bordrline con in sottofondo “Pretty Vacant” dei Sex Pistols, come ad annunciare una nuova era del rock. Citazioni nel film: un personaggio, sempre musicista e autore, ricorda molto Jim Morrison, così come una cantante, sempre personaggio di fantasia, ricorda Janis Joplin (e ci muore pure allo stesso modo).

FRANCESCO PASANISI

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