I NON-FILM DELLA DOMENICA: MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO

Riccardo Scamarcio è una specie di Re Mida al contrario: tutto ciò che tocca diventa una ciofeca. E’ questo il caso del non-film di oggi: “Mio Fratello è Figlio Unico” (2007) di Daniele Luchetti. In verità non è tutta colpa di Scamarcio, il film già per le premesse da paraculo della celluloide perde punti in maniera emorragica. Danielone ci era piaciuto molto di più ne “La Scuola” (1995) con Silvio Orlando.

La locandina. In alto Scamarcio fissa la donna delle pulizie sul set. In basso Germano ripensa a Melissa P.

“Mio Fratello è Figlio Unico” dimostra che una retrospettiva socio-politico-storica degli anni di piombo ha bisogno di un lavoro di ricerca certosino e, soprattutto, di un taglio più “cinico” e distaccato. Qui, invece, vediamo Scamarcio (che tanto per cambiare fa il figaccione di turno) appartenente all’estrema sinistra e suo fratello, interpretato da Elio Germano (il limonatore di “Melissa P.”) iscritto e militante dell’Msi. Le premesse sono buone: il divario tra fratelli politico e non, la situazione di quegli anni in Italia, ma tutto si sfalda appena Scamarcio inizia a parlare e a guardarci con quella faccia da triglia. A rovinare tutto ulteriormente c’è la paraculata ggiovanile di chiamare il film come una canzone del bonanima Rino Gaetano. Giusto così, per attirare al botteghino pseudo fricchettoni che te le fracassano tutte le sere parlando di Rino, che certo non avrebbe mai desiderato un tipo di sèguito così malsano.

Germano e Scamarcio litigano per l'ultima ciambella.

“Mio Fratello è Figlio Unico” è tratto dal romanzo “Il Fasciocomunista” di Arturo Pennacchi, che, pur avendo scritto un libro discutibile per certi versi, si è dissociato dall’opera di Luchetti. Cosa dire più? Vediamo…ah sì, che le accanite lettrici di Cioè saranno sicuramente andate a vederlo perchè Ommammaquantebbono Scamarcio è il protagonista. Protagonista che, oltre a “comunistare” in maniera poco credibile, fa sesso con qualunque cosa abbia un buco, pure le ciambelle dei cestini pranzo, magari.

Peccato, poteva essere un film interessante, se non fosse che noi italiani siamo fissati unicamente su due cose: dare un taglio televisivo a qualsiasi sceneggiatura ci capiti fra le mani e inserire sempre queste stucchevoli e mefitiche sottotrame erotico-sentimentali che, puntualmente, riducono un film -in definitiva quasi “storico” come poteva esserlo questo- in una melensa fiction fatta di slinguazzate, rapporti uomo-donna fantascientifici e momenti filosofoidi che, francamente, ci hanno rotto. Finisce qui l’appuntamento domenicale, se in casa avete questo DVD ve lo consigliamo, è un ottimo sottobicchiere.

Sottobicchiere griffato. Offerta lancio Sedicenti euro.

Sit in contro la scelta di Scamarcio.

Germano che scoreggia.

FRANCESCO PASANISI

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