DIZIONARIO HORROR DEL MERCOLEDI’: ALIEN 3

ALIEN 3

Giudizio: **

(Alien 3, USA, 1992, col, 114′)

Di David Fincher. Con Sigourney Weaver, Charles Dutton, Charles Dance, Paul McGann, Brian Glover.

Precipitata con l’astronave su una colonia penale popolata da fanatici religiosi, Ripley ha perso il suo equipaggio – i superstiti del film precedente – e si trova non solo a dover affrontare una creatura aliena ancora in circolazione che fa strage dei galeotti, ma scopre anche di starne incubando una nel proprio corpo. Il terzo capitolo della serie è il più debole. 

Se gli appassionati cercano dei motivi, questi si posso rintracciare sia nella travagliata fase di produzione  del film (sono accreditati solo tre dei sei sceneggiatori che hanno lavorato al progetto) sia nel regista, quel David Fincher, all’epoca appena uscito da una esperienza di videoclip e che, bisogna dire, nella sua carriera non è ancora riuscito ad avere un vero consenso di pubblico e di critica (tolto forse quel famigerato Fight Club che piace tanto ai giovani più per moda e cinismo ruffiano, che per veri contenuti – estremismo di destra a parte).

La Weaver, che ha partecipato economicamente alla produzione del film, qui si presenta rapata a zero e sembra più incerta ed emotivamente instabile rispetto alle volte precedenti (e a quella successiva), perdendo molto della sua leggendaria freddezza e lasciando scivolare così via il film in un banale thriller in cui la suspense incespica e, se non fosse per un paio di scene ad effetto e qualche inquadratura degna di nota (famosa quella in cui l’alieno invece di assalirla lecca il volto della Ripley) non si solleverebbe davvero dal livello dei video targati mtv.

Ma se esteticamente il film ha poco di rilevante, anche se dopo anni può sempre riservare un certo fascino per gli amanti del genere, ciò che più fa incupire lo spettatore è lo svuotamento di ogni significato di cui i due film precedenti erano pregni, il richiamo a metafore esistenziali, sessuali e sociologiche svanisce del tutto, la Ripley si concede anche un innamoramento e tutto si svolge con la prevedibilità di un film d’azione che, non fosse per le fattezze orride del cattivo, potrebbe avere come antagonista  un assassino chiunque. Il finale detiene comunque un certo valore.

Esiste una versione lunga 145 minuti, edita nel 2003 e che contiene molte scene tagliate, forse una prova di quanto la pellicola sia stata travagliata in fase di realizzazione.

Curiosità:

  • Esiste un romanzo basato sulla sceneggiatura  scritto da Alan Dean Foster.
  • Dark Horse Comicspubblicò una mini-serie di tre numeri, contenente l’adattamento a fumetti della pellicola.

EDOARDO TREVISANI

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1 commento

  1. Adoro questo film


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