I FILM DEL SABATO: BATMAN

Il film non è per bambini. Cupo, noir, darkissimo e con atmosfere horror ed hard boiled. “Batman” (1989) di Tim Burton ha lanciato un guanto di sfida ai cine-fumetti d’oltreoceano. Il regista di “Beetlejuice” (1988) ha confezionato un film tratto da un fumetto, sostanzialmente, per ragazzi tratto dalla serie a fumetti creata da Bill Finger e Bob Kane (The Batman) pubblicata dal lontano 1939 sulle riviste DC Comics Inc. 

Solo che il nostro Timmy ha preferito ispirarsi più al “Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro” di Frank Miller (autore borderline americano, padre di fumetti come “Sin City”), quindi una Gotham ed un Bat-Mondo lontano anni luce dall’atmosfera colorata, leggera e tutto sommato ingenua delle pagine anni ’40.

Nel Batman burtoniano abbiamo un Bruce Wayne (Michael Keaton) trasformatosi in cavaliere oscuro della giustizia dopo la morte dei genitori, uccisi in una rapina da Jack Napier, il quale dopo una colluttazione in un’industria chimica, diventa il Joker, superciminale intelligentissimo e circense esperto in veleni e chimica. Nel film il nostro pagliaccione preferito è interpretato da un Jack Nicholson in stato di grazia; per non parlare di quando fa quelle facce e quegli scleri alla “Shining”, là ci piace ancora di più, forse persino più figo di Batman stesso. Le origini del Joker, in questob film, sono tratte liberamente da un altro bat-fumetto controverso. “The Killing Joke” di Alan Moore (autore fumettaro di perle come “From Hell” e “La leggenda Degli Uomini straordinari”). 

La bella della storia è la fotocronista Vicky Vale, interpretata da Kim Basinger, sex simbol anni ’80 diventata famosa per “9 settmane e 1|2” (1982) di Adrian Lyne. Altra gente interessante nel cast c’è, eccome. Abbiamo Jack Palance nel ruolo di Karl Grissom, prima boss e poi vittima n.1 di Jack Napier/Joker. Il personaggio in verità doveva chiamarsi Rupert Thorne, villain politico/mafioso nemico di Batman creato nel 1974, ma era meglio non ingarbugliare vicende su vicende. Palance è stato anche il cattivo dell’action movie “Tango & Cash” (1989) di Andrej Končalovskij. Michael Cough, attore inglese che ha lavorato anche per la Hammer Films interpretando Arthur Holmwood in “Dracula Il Vampiro” (1958) di Terence Fisher, veste i panni di Alfred Pennyworth, raffinato, gentile, servizievole e brillante maggiordomo tuttofare di Batman.

“Batman”, così come il già trattato sequel “Batman Returns”, ha un insolito approccio per essere un film su un super eroe. Questo lo dobbiamo a Burton ed al cast tecnico il quale, volente o nolente, grazie anche alla fotografia, alle musiche (Danny Elfmn e Prince), alle scenografie (Anton Furst, Premio Oscar per questo film) ed al make up rende il cattivo più figo e necessario del supereroe. In questa pellicola Batman viene quasi considerato dal pubblico un fastidioso guastafeste che non ride mai, molto noioso, anche se buono, rispetto al pimpante e psichedelico Joker. 

Il cinema iconoclasta di Burton ci sorprende ogni volta. Qui vediamo non solo una revisione del rapporto triadico eroe-cattivo-pubblico, ma anche, come nel secondo, riferimenti all’infanzia trasformati in armi mortali (i palloncini tanto carini ma che sprigionano il letale Gas Smilex), humour nerissimo che contamina la cultura di massa (in “Batman Returns” il Natale e l’opinione pubblica, in questo l’apparire in Tv e la pubblicità) nonché una golosa citazione che Joker fa di Andy Warhol vandalizzando un museo “convenzionale”.

Momenti horror. Come saltarli?  Molto divertente e macabra la scena in cui il Joker parla con il cadaver di un padrino francese appena arso vivo da lui stesso. La sala chirurgica in cui joker si opera sembra uscita da “Re-Animator” (1985) di Stuart Gordon. Occhio alla dentiera-giocattolo semovente che, grondante sangue, cade dalla bocca del Joker e non dimenticate la macabra e sadica morte del cattivo.

Diluvia? Nevica? Fa freddo? Tutti e tre? Perfetto, scappate a noleggiarlo e, se lo avete in casa, guardatelo per passare un bel fine settimana.

FRANCESCO PASANISI.

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