I FILM DEL SABATO: ASSASSINI NATI

Peccato non si siano ben capiti e di conseguenza non hanno più collaborato ad altre follie divertenti per il cinema, perché “Assassini Nati” (1994) è un filmone partorito da due tizi che, come dice la famosa frase, “insieme non possono uscire”. Quentin Tarantino ha scritto il soggetto, Oliver Stone lo ha diretto e sceneggiato. I due ragazzacci, però, hanno litigato, ma di brutto e per un concorso di colpa. E’ vero che Tarantino si era un zinzino incacchiato per il fatto che Stone aveva preso solo il soggetto per poi riscrivere tutta la sceneggiatura, ma è vero pure che non puoi consegnare ad un cineasta “politicoso” come Ollie, un copione che è fondamentalmente la versione citazionista, scanzonata e pulp di “La Rabbia Giovane” (1971) di Terrence Malick. Un litigio, quindi, talmente pesante che i due non hanno mai più lavorato insieme. Ora, è vero che resta la curiosità di come sarebbe statyo il film “fedele” a Tarantino, ma è vero pure che la revisione di Stone più la trama di Quentin ha tirato fuori un film profondo, dinamico, pulp, comico ed interessante. 

La vicenda di “Assassini Nati” ruota attorno a Mickey Knox (Woody Harrelson) e Mallory Wilson (Juliette Lewis), poi sposata Knox. I due giovani e simpatici sposi novelli, dopo aver ucciso i genitori di lei (in nome del politically correct si dà un’attenuante al crimine, in quanto il padre è un violento alcolista stupratore e la madre non si oppone per nulla a questi episodi, altrimenti, probabilmente, il pubblico non avrebbe mai accettato l’omicidio di due genitori normali) vanno in giro, mangiando pejote, a uccidere la gente e fare rapine per sopravvivere in una vita “on the road”. Quando Mickey e Mallory sono in un posto qualunque, uccidono e rubano, ma solo un superstite viene risparmiato per raccontare i fatti, come in un western italiano di serie B (e qui Tarantino si sente parecchio). Tutto ciò è rappresentato in un mix lisergico fra un action movie, un horror scalcinato, un film brutto degli anni Settanta e una serie di fotogrammi acidi e a cartoon da fare invidia persino ad “Arancia Meccanica” (1971) di Stanley Kubrick. Ma sto divagando, torniamo alla storia. I due novelli sposini si imbatteranno poi nei tre veri cattivi del film: il giornalista e conduttore Wayne Gale (Robert Downey Junior) che ha fatto di loro delle star grazie ai documentari ed i report che li dedica; Jack Scagnetti (Tom Sizemore), poliziotto traumatizzato e sadico tanto quanto i criminali che cattura e Dwight Mc Luskey (un caricaturale Tommy Lee Jones), sadico e reazionario direttore del carcere di Batongo, penitenziario in cui Mickey e Mallory verranno rinchiusi.

Quentin Tarantino è presente nella trama in generale, nell’atmosfera pulp e comica e nella colonna sonora pop rock non originale (un must dei film di Quentin, vedere Pulp Fiction dello stesso anno e Le Iene del 1992). Stone è presente nel montaggio formato da diversi formati di pellicola, di fotografia, diversi colori e cartoni animati, cosa che riprenderà Rob Zombie in “La Casa dai Mille Corpi” (2005). Il nostro Oliviero Pietra si sente e si vede in dosi massicce anche nelle implicazioni socio-politiche e post vietnamiste (l’evasione da Batongo sembra un campo di battaglia di Hanoi negli anni Settanta, con granate, AK47 e armi varie).

Il film è un saggio sui mass media e la violenza in relazione ai poteri quali stampa e forze dell’ordine e alla comune opinione pubblica. Nonostante il litigio Stone/Tarantino l’edizione ultima del DVD contiene, tra le scene eliminate, due lunghi momenti esilaranti e ultrasplatter, ma esclusi nel montaggio finale per non incasinare il tutto, presenti nella sceneggiatura originale di Tarantino.

La versione ufficiale del film non è così efferata come si vuol far credere, infatti, nella quasi introvabile videocassetta dove nulla è stato omesso, il film sembra quasi un horror. Un esempio fra tutti la fine che fa Dwight Mc Luskey. Dopo essere stato linciato dagli evasi, nella cassetta vediamo la sua testa grondante sangue impalata. 

Tra gli attori il Martin Luther King dei Navajos, tale Russel Means, attore ed attivista politico per i diritti dei pellerossa.

Nel doppiaggio italiano, la voce di Mickey Knox è di Roberto Pedicini, ormai confinato (in senso buono, visto che a farlo è maledettamente bravo) a dare parole italiche a personaggi cattivi, borderline o semplicemente pazzoidi, come il Gaston de “La Bella e La Bestia” (1991) di Gary Trousade e Kirk Wise, L’Andy Kaufman (Jim Carrey) di “Man on The Moon” (2000) di Milos Forman oppure il sadico guardiano Sean Nokes (Kevin Bacon) in “Sleepers” (1996) di Barry Levinson.

FRANCESCO PASANISI

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...