I NON-FILM DELLA DOMENICA: THE DREAMERS

Il libero amore è sempre stata una gran bella cosa. Al diavolo il bigottismo schematico riguardo le relazioni. E’ una delle cose migliori del movimento hippy. Ma quando “al diavolo il bigottismo schematico ecc…” diventa “al diavolo il buon senso quando scriviamo e giriamo un film”? Nasce “The Dreamers” (2003) di Bernardo Bertolucci. Negli ultimi 18 anni, una delle roccaforti della sinistra cinematografica dichiarata ed esplicita, sempre Bertolucci, fa dei film ideologici talmente ridicoli da sembrare finanziati dal PdL. “The Dreamers” è la schematica storia di tre ragazzi. Due sono fratello e sorella, belli come fotomodelli e il terzo e l’attore Michael Pitt.

Meno male che la locandina non è in campo lungo...

I tre vivono nel pieno della contestazione beat sessantottina. Ovviamente lungi da Bertolucci rappresentare questa gente, seppur comunque con delle idee libertarie e libertine, come comuni mortali. Tutti e tre i protagonisti si riuniscono nella casa dei due fratelli (ah, lei è Eva Green e le sue scene hanno ingrossato i deltoidi di tutta Italia) a mangiare merda (perché tanto l’hippy duro e puro non ne ha bisogno), parlare di cinema, blaterare stronzate politico-socio-filosfeggianti e, immancabile, darsi alla pazza gioia con incessanti coiti. Dopo una breve parentesi sul panorama culturale di quegli anni Michael Pitt svergina la Green, lei col fratello sono in buona sostanza due maiali perché incestuosi e siamo alla fine del primo tempo.

I tre ggiovani ribbbbelli in vasca. Il tizio a destra l'ha fatta, sembra preoccupato.

Secondo tempo: 5 minuti 5 su cultura, politica e gnegnegnè. Poi Michael Pitt scopa la Green 7 volte circa. Il fratello, geloso si porta una e scopa con lei. Poi di nuovo Michael Pitt si fa Eva Green e i tre, ad un certo punto fumano canne (immancabili anche quelle) tutti nudi nella vasca da bagno. Come continua poi? Ah sì: si scopa, poi si….com’era quella parola? ah sì, si scopa e infine…si..tromba (cosa credevate eh?). Solo nel finale ci si ricorda che non è un filmaccio di Telecapri e infatti vediamo i tre, stranamente vestiti, in piazza con bandiere rosse e molotov contro la polizia.

In tutta questa orgia del contropotere vediamo che il pubblico, specie italiano e maschile, per ogni proiezione del Paese aumenta del 13.000%. La Green ha sortito il suo effetto e il Bernardone nazionale lo sa bene. Ma che c’entra mo il movimento rivoluzionario dei ’60 col marketing, Bernà? Questo più che un film sul Sessantotto è un film sul Sessantanove.

FRANCESCO PASANISI

Hanno rubato tutti i pigiami, cosa credete?

Eva Green imita la Venere di Milo, ma ovviamente in sala nessuno se n'è accorto.

Tipica espressione da salmone norvegese del '68

I due sessantottini discutono sull'abuso di potere delle divise nei confronti dei civili vietcong.

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