I FILM DEL SABATO: THE DEPARTED

A TUTTI GLI AMANTI DEL GANGSTER MOVIE!

Una domenica del novembre 2006 ho avuto il piacere, anzi l’onore, di vedere l’ultima fatica di Martin Scorsese: “The Departed” (2006).

Con questo film il vecchio Martin ritorna ai fasti degli anni Novanta e chi fra gli amanti del gangster movie puro certamente lo credeva “departed” (in italiano “dipartito”) come regista, dopo incursioni prima nel mondo zen con il semi ignorato “Kundun” e poi nel biografico e intimista “The Aviator”, potrà di certo esultare per il ritorno dello Scorsese ironico, ultraviolento, amante dell’emoglobina e ottimo conoscitore del crimine organizzato. 

“The Departed” è la bieca storia di Frankie Costello, un anziano boss malavitoso interpretato da un Jack Nicholson in formissima che ritorna a sfoggiare il famoso ghigno, un mix fra la perfidia del Satana de “Le Streghe di Eastwick” (1987) di Gerge Miller ed il sarcasmo mortale del Joker di “Batman” (1989) di Tim Burton.

Il perfido Frank Costello (Nicholson) manovra come pupazzetti del Subbuteo due sbirri ambiziosi e giovanissimi, interpretati da Matt Damon e Leonardo di Caprio. Nel film il bene e il male si mescolano come un mazzo di carte rovesciando gli archetipi del buono e del cattivo. Di Caprio, infatti, è un poliziotto violento, rissoso e farmaco dipendente imparentato con la mafia ma sostanzialmente è lui l’eroe intenzionato ad arrestare Costello, mentre Damon diventa poliziotto portando la bandiera dell’uomo integerrimo e immacolato ma è LUI ad avvisare Costello sulle operazioni di polizia contro la sua organizzazione proteggendolo. Scorsese, cattolico di Sinistra,  ritorna sui temi bene/male criticando in contemporanea la società americana in modo molto aspro denunciando le varie magagne esistenti fra forze dell’ordine, Stato e mafia.

Come al solito impeccabile -e solo pochi maestri della regia al livello di Stone, Kubrick, Tarantino e, appunto Scorsese ne sono capaci- la colonna sonora non originale. Per i pezzi che ci sono nel film, oltre che seguire la trama e l’immagine, ci si siede in platea ascoltando anche della buona musica. Specialmente il brano “I’m Shipping Out To Boston” dei Dropckick Murphy.

Chi si è fatto gli occhi con “Casinò” (1994) e con “Quei Bravi Ragazzi” (1990) celebrerà con caviale e champagne il grande ritorno di zio Marty. Non ci sono De Niro e Joe Pesci stavolta, tutto ciò che di negativo ha rappresentato la coppia italoamericana nei film precedenti è riassunto in Jack Nicholson. Il film è critico, duro, tragico ma anche spassoso, un po’ alla “Snatch” (2000) di Guy Ritchie o alla “Fargo” (1986) di Joel Cohen oppure alle pellicole tarantiniane.

Il montaggio, la dinamicità delle scene, gli schizzi di sangue elargiti con generosità, il sarcasmo pulp (ampliato da Nicholson), il cast stellare (abbiamo Mark Walberg, Alec Baldwin e un redivivo e saggio Martin Sheen) ci riprtano alla trilogia della mafia iniziata da Scorsese con “Mean Streets” (1973). “The Departed” non è esattamente un quarto figlio della triade criminosa, essendo per lo più improntato su malavitosi irlandesi che italiani, ma ha comunque il suo posto d’onore fra i migliori gangster movie girati dal 1930, l’epoca di “Nemico Pubblico” con James Cagney.

FRANCESCO PASANISI

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