I NON-FILM DELLA DOMENICA: IL CIGNO NERO

Darren Aronofsky ci dimostra di non essere assai attaccatino alla vita. Il suo cinema è paranoico e per certi versi bimbominkia. Emblema di questa breve prefazione è una delle sue ultime fatiche cinematografiche,”Il Cigno Nero” (2011). Il film avrebbe (e sapete che si usano soprattutto i condizionali nei non-film) la pretesa di illustrare i complessi fisici e mentali di un’ambiziosa perfezionista della danza interpretata dalla Margherita Buy dei Chiken Mc Nugget, Nathalie Portman.

Notare la crepa sulla locandina. Non è voluta, qualcuno ha cazzato il DVD a terra.

Il film inizia con lei che balla una scena de “Il Lago Dei Cigni”, famosissima opera di musica classica il cui autore, se vedesse il film, potrebbe intentare causa e probabilmente vincerebbe. Mentre balla restiamo atterriti da una cosa incredibile: non c’è il treppiedi alla macchina da presa, e non ci sarà per tutta l’ora e quaranta della pellicola, facendo diventare l’audiovisivo una specie di emetico galleggiante per il cinema.

La vicenda. Ora, è vero che, purtroppo, esistono fenomeni quali anoressia, DCA e disturbi mentali che nascono da stress e pressioni (la danza è sempre ai primi posti in questi casi), ma è pur vero che la nostra prima ballerina sembra secernere acido lisergico a livello di epidermide. La nostra protagonista non ha bisognò né degli Emo, né di Vasco Brondi e neanche delle droghe, perché è già lei un “compost” di tutto questo. Assistiamo quindi ad un ibrido insopportabile fra una ballerina capace ma egocentrica ed una specie di bimbaminkia che, senza alcun genere di motivazione plausibile, entra in crisi maniaco-depressive-psico-allucinatorie che solo i tossici e gli autori di soap operas possono permettersi.

Permette? Bbblubluaah...

Aronofsky ci sbatte in faccia un prodotto bimbominkia ma che, astutamente, cattura l’attenzione di qualche “ingenuo” segaiolo, vedere l’arrapante scena lesbo.  Ci è caduto anche qualche pazzoide fissato con horror e thriller, vedere Francesco Pasanisi che per 4 secondi di trailer con sequenze splatter ha sprecato un pomeriggio al cinema davanti a ‘sto film. Quindi, paranoia a palate mischiata con ingredienti figaccioni (lesbismo, violenza, droga, incazzo ggiovanile ecc…).

Nel cast abbiamo anche Vincent Cassel (ah, è vero, Aronofsky ha puntato anche su qualche ninfomane inconsolabile, come pubblico) nel ruolo di un mega famoso maestro di danza, ovviamente e senza motivo, rattuso come Gerry Calà ma con un fare gentile, tipo Bela Lugosi.

Scena da calli alle mani, ma non salva il tutto.

L’unica scena horror bella è quando lei, sempre senza motivo, ha paura di trasformarsi in cigno e immagina che le gambe le si spezzino.

Tutto sommato è andata bene và, conoscendo Aronofsky se avesse girato un film che parla di un elettrauto avremmo visto il protagonista con una marmitta che gli usciva dal culo.

FRANCESCO PASANISI

Un altro sottobicchiere cool per fare il figo con gli amici.

Ok lo ammetto, mi sto fissando on quella scena...

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