BAMBOLA DEL DIAVOLO (LA)

LA BAMBOLA DEL DIAVOLO

Giudizio: ****

(The Devil-Doll, USA, 1936, b/n, 75′)

Di Tod Browning. Con Lionel Barrymore, Maureen O’Sullivan, Rapaela Ottiano, Frank Lawton, Grace Ford, Lucy Beaumont.

Se interessa...DVD.

Ingiustamente condannato per omicidio, il banchiere Paul Lavond evade dall’Isola del Diavolo assieme ad uno scienziato, Marcel, che ha scoperto il modo di rimpicciolire gli esseri viventi con lo scopo di ridurre la grandezza degli esseri viventi per vincere il problema della fame nel mondo. Ma mentre Marcel mostra i risultati dei suoi studi muore per un attacco cardiaco e il progetto rimane incompleto: infatti la riduzione del cervello fa sì che gli esseri “ridotti” siano senza volontà e dipendenti in tutto dalla volontà altrui, simili quindi a dei bambolotti viventi. Lavond, una volta appreso il segreto della miniaturizzazione, partirà alla volta di Parigi per vendicarsi dei tre ricchi uomini d’affari che lo hanno incastrato rovinando lui e la sua famiglia.

Un grande classico del cinema fantastico, tratto da un racconto dello stesso regista (ispirato a sua volta dal famoso romanzo di Abraham Merritt, Burn, Witch, Burn) e con la collaborazione di Erich Von Stroheim alla sceneggiatura. Il film di Browning, capostipite un ricco filone di film fantascientifici del genere, è un gioiello inquietante che eccelle per la semplicità ed essenzialità della struttura narrativa e scenica nella quale si installano i suggestivi effetti speciali giocati sul contrasto grande / piccolo (memorabile la scena del bambolotto che scende dall’albero di natale o della bambola che scivola via dalle braccia della bambina addormentata per girovagare nelle stanze da letto in cerca di gioielli).

Sebbene i momenti bizzarri e orrorifici siano relegati ad alcune scene, mettendo il risalto gli elementi melodrammatici dei difficili rapporti famigliari del protagonista con la figlia, si tratta  anche in questo caso di una vicenda di vendetta che colpisce per il cinismo e la crudeltà delle punizioni inflitte e che non può non richiamare alla memoria un altro capolavoro di Browning: Freaks. Il tema in fondo è lo stesso, la vendetta che trasforma la vittima in carnefice, il confine tra bene e male, fra giusto e ingiusto, che si confonde, la punizione che diventa mostruoso delitto (una delle vittime di Lavdon rimarrà paralizzato per sempre, una mente lucida intrappolata per sempre in un copro immobile).

Tra i punti di forza del film c’è Lionel Barrymore che recita oltre metà del film in panni femminili (Lavond, una volta nella capitale si camufferà da giocattolaia), “un attore vero che rende credibile il suo personaggio” (Mereghetti).

E’ il penultimo film di Browning, ma il suo ultimo capolavoro, prima di un esilio volontario da Hollywood, durato quasi trent’anni.

EDOARDO TREVISANI.

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