I NON-FILM DELLA DOMENICA: LA TERZA MADRE

Ariecchice, direbbero in quel di Roma. Cosa c’è di meglio dopo una sbornia elettorale? Un non film domenicale! Vedete che poeta? Manco Dante Alighieri. Esordiamo in questo ritorno al trashume filmico con una vera e propria perla del panorama cinematografico, tanto per cambiare, tricolore.

La Locandina. Vediamo la Argento fotografata mentre vede il padre da vicino.

“La Terza Madre” (2008) è un film che ha perso l’occasione di NON essere stato girato. Alla scrittura e alla regia Dario Argento, il quale, attualmente, per fare paura basta che appenda manifesti con la sua immagine in giro per il mondo.  Battutacce a parte, torniamo al film. Dimenticativi per sempre il darione nazionale di “Profondo Rosso” (1975), “Quattro Mosche di Velluto Grigio” (1971), “Trauma” (1993) e “Due Occhi Diabolici” (1989); quest’ opera -superiore forse solo a “Il Cartaio” (2004), altra sua boiata galattica- è un pastrocchio di sadomasochismo eros-esoterico-splatter che fa morire dal ridere.

Di che parla? Parla di una ragazza di belle speranze chiamata Sarah Mandy (indovinate chi la interpreta, vi do un aiutino: è gnocca, parla come se avesse un tir di vivident in bocca e non sa recitare) che fa una specie di lavoro in ambito archeologico. Guarda caso (questa locuzione è stata di sicuro coniata insieme all’uscita del film) ritrovano una cassetta chiusa all’apparenza secolare. Guarda caso nel tentativo di aprirla, una sua collega muore tritandosi il cavo orale. Guarda caso questo oggetto ritrovato è parte di un complottone neo-mefistofelico ordito da Mater Lacrimarum, una gnocca pazzesca ma cattivissima nemica della madre di Sarah, che era una maga. Guarda caso pure Sarah c’ha i poteri tipo Harry Potter (il nostro preferito è la cipria incantata). Guarda caso la mamma di Sarah è sua mamma pure nella vita. Si tratta di Daria Nicolodi, moglie di Dario Argento. Quindi Sarah è…? Poi dicono ai politici…

Torniamo a noi. La versione sexy di Harry Potter (la Asia Argento, ecco l’ho detto!) viene guidata dalla madre, ora fantasma ma visibile e reperibile solo grazie alla cipria magica, equivalente mistico di un ripetitore 3, visto che i contatti sono brevi e poco definiti. Asia Arg…pardòn, Sarah deve salvare prima l’Italia e poi il mondo da questa gnoccolona di Mater Lacrimarum. Nel mentre ha un casino di relazione con un tizio ragazzo padre (doppiato da Roberto Pedicini, unica cosa positiva del film).

Questa è Mater Lacrimarum. Ditemi voi come si fa a pensare di farla fuori…

Intanto questi satanassi infernali creano scompiglio in città. Morti violente e gravi danni ovunque. C’era talmente tanto casino che un gruppo nerd complottista ha segnalato la presenza dei servizi segreti all’interno del movimento di Mater Lacrimarum per screditarlo dinanzi all’opinione pubblica. Tutto ciò perché, probabilmente, se la volevano scopare, nerdacci loro! In questa baraonda alternata fra versione horror-mistica di Genova 2001 e Asia Argento che indaga, vediamo un mummificato Udo Kier (interpreta Padre Johannes) che, a differenza di “Suspiria” (1976), il primo film sulle Matres, qui lo vediamo dalla parte dei buoni. Meno male che dopo dieci minuti lo ammazzano, perché sembra un Don Matteo ubriaco con l’artrite reumatoide e l’Alzheimer.

Igienismo dentale, forse è stata la Minetti…

Fatto questo, Asia è pronta a salvare il Pianeta. Prima però Argento ci fa rilassare un po’ con la mano nei pantaloni perché inserisce, a occhio, due lesbiche che fanno sesso e subito dopo, quando una delle due viene infiocinata come un polipo, vediamo Mater Lacrimarum leccare le lacrime della morente dal suo viso annaspante.

Nel finale noi, con Asia Argento, entriamo in un sotterraneo in cui a tratti sembra essere in un film splatter e a tratti sembra essere su Telecapri dall’una e mezzo alle quattro di mattina. La Mater Lacrimarum, nel tentativo di uccidere Asia e dopo timidi tentativi di danza erotica a tipo peggior bar di Caracas, muore trafitta da un palizzone appuntito del palazzo soprastante al sottereaneo malefico. Di questo ci dispiace assai, che si fotta l’umana stirpe, la Mater era troppo Gnocca. Se Argento avesse chiamato Angela Lansbury magari avremmo fatto la ola da stadio al momento della dipartita.

Beh, quando ci vuole ci vuole.

Conclusioni: il film è la prova tangibile che lo splatter da solo non funziona. O ti trovi un buon sceneggiatore Dario o pippa. Se volete morire dal ridere vedete “La Terza Madre”. Se volete sciogliervi di pianto, pure.

FRANCESCO PASANISI.

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