Easypedia: Paso Adelante

“Paso Adelante” è un telefilm che fa sentire tutti noi orgogliosi di ciò che siamo realmente. La serie nasce in un botellon universitario in cui c’era una joint venture fra un’università italiana e una spagnola. Quella sera, due eminenti personalità dei due mondi accademici di cui sopra, appartenenti al mondo associativo di centrodestra, tali Ludovico Strappaurina III e l’iberico Perro Botellon IV, ubriachi come due irlandesi, diedero vita a questo non-telefilm, tanto amato da associazioni di categoria dal profilo piuttosto autorevole quali Massaie Ninfomani (MN), Bimbeminkia Tossiche (BT) e affini.

Di che parla la serie? Innanzitutto è troppo lunga e tortuosa mo per descrivere tutti i casini che ci accadono dentro, è sufficiente spiegare un po’ in linea generale per poi, a volo d’uccello (come suggerisce la MN) disquisire del plot. Allora, “Paso Adelante” parla di una scuola di spettacolo in cui, oltre all’impegno profuso dai giovani minch…ehm, iscritti, noi vediamo anche i loro problemi, le passioni, gli amori, i sogni, i desideri, i tradimenti, il frigo, il lavello, la cucina a gas, la lavastoviglie, il forno, un decoder comprato al discount sotto casa e una batteria di pentole vinta in omaggio con la gita per la terza età a Viggiano. La serie è piaciuta perché orinale…pardòn…originale, soprattutto; infatti Alan Parker, nel 1980, col suo “Fame” realizzò una serie su un camioncino che vendeva porchetta.

Che cazzo succede in quella scuola? In parole povere, si scopa, ci si cornifica, ci si fa i rattusi l’un l’altro, ci si iscrive pur sapendo che è costosissima ma chi se ne frega tanto è il genitore che deve andare a rapinare banche o simulare incidenti per pagare la retta e si indossano camicie col bavero alzato tipo Darth Fenner perché fa arrapare le bimbeminkia. Si fa tutto questo, ma non si impara un ciufolo.

Personaggi. Abbiamo un certo Pedro, che somiglia ad un modellino Big Jim anni Novanta. E’ virtuoso e piace alle ragazze, solo che ha, come dicono alla Crusca, la sfiga al culo. E’ l’unico allievo che riesce a fare 34 lavori in 24 ore di giornata, riesce anche a dormire, mangiare, lavarsi no (puzza come un caciocavallo, infatti), farsi le colleghe dei corsi  e a fare lezione. Incredibile cosa si riesce a fare quando una serie deve andare avanti per anni perché c’è un ampio budget da spendacchiare.

Altro nome di grido (più di urlo di terrore) della serie è un certo Rober…Robberttt..Robberto…come cazzo si scrive? Vabè, Arenales di cognome. Il tizio è la nemesi sociale di Pedro. Entrambi riescono a fare le cose di un anno in 24 ore, però questo qui è modesto come uno Zar russo, voterà sicuramente PP ed è ricco da fare schifo, quindi, a differenza di Pedro, invece di 34 lavori, Robberrr fa almeno 34 scoregge cremose al minuto, cosa che gli richiede puntualmente un impegno fisico e mentale non indifferente.

Un terzo e non meno importante allievo è tale Hero…Ero…Jero…boh. Questo qui, che a guardarlo sembra la versione truzza di Vegeta ma con gli occhiali, è utile quanto le prove Invalsi. Per tutta la serie non fa altro che comportarsi da nerd davanti al pc, rubare o scaricare canzoni degli altri spacciandole per proprie nonché infettare le colleghe con malattie veneree innominabili.

Oh, questi gli allievi maschi più importanti, mo passiamo alle femmine. Essendo un telefilm probabilmente basato sui diari inventati di Mussolini, c’è una recrudescenza terrificante di gnocca. Abbiamo la sorella di Penelope Cruz, Monica Cruz, che interpreta l’equivalente (ma più sexy) al femminile di Robberr, solo che le scoregge di questo personaggio sono in sordina e sempre quando ha rapporti sessuali. La tizia ha l’abilità di accoppiarsi con tutti i punkabbestia e gli scrocconi della scuola ed ha una zia che è prof. nello stesso istituto, un’altra gnocca di cui parleremo più in là. Ma non c’è raccomandazione eh, tranquilli. La mini-Cruz sa ballare, ma fa schifo in tutte le altre materie. Tuttavia continua indisturbata il proprio corso di studi.

Nelle “quote rosa” abbiamo anche una pel di carota ninfomane che se la fa col  maestro di musica. Anche lei ha un onesto percorso accademico, fa schifo ovunque tranne che il solfeggio. Piffero, per l’esattezza.

… E che altro? Ah sì, c’è una certa Marta Ramòs, sorella di una delle prof. (poi si lamentano della riforma Gelmini) che è molto gnocca, dolce da far morire un diabetico e innamorata dello sfigatissimo Pedro. Non fatela incazzare, altrimenti si comporterà come gli editoriali di Feltri, dossieraggi e calunnie a profusione; come ha fatto col maestro di musica, mettendogli foto pedo-hard nei suoi documenti (e quest’ultima cosa nella serie succede veramente! Altro che fondi europei, qua per finanziare ‘sta boiata hanno depredato lo Shri-Lanka).

Ancora le allieve, abbiamo Lola, che è un incrocio tra Tartufòn e Jennifer Lopez. Il bello di questa qua è che è sfigata come Pedro, ma più brutta e più rompifava. La madre è morta, il fratellino, Jorge, è un ritardato (almeno, il doppiatore italiano fa in modo che lo sia), non hanno un’euro, il papà ha il tumore e intanto lei va a rattusare nella scuola.Una peculiare caratteristica di Lola è che ha l’apertura mentale di Paola Binetti.

Il migliore di tutti è Antonio, il bidello. Si tratta di un vecchio sclerotico dislessico che bacchetta tutti (ma proprio tutti!) in quel maledetto istituto.

Degli altri personaggi meno diciamo meglio è, anche perché non va bene appiattirsi i polpastrelli per questa serie alla Fabrizio Corona. Alla prossima…

FRANCESCO PASANISI.

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1 commento

  1. ahahhahaha!!! troppo forte!!!! specialmente che cazzo succede in quella scuola? ahahahhahaha


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