I FILM DEL SABATO: DYLAN DOG, IL TRILLO DEL DIAVOLO

Ci scusiamo per l’inadempienza, ma c’√® di mezzo un romanzo, V.R.O.L.O.K., e un film, Il sepolcro, da continuare e terminare. Oggi si ritorna alle pellicole saturnine, dopo tanto. Cogliamo l’occasione per recensire “Dylan Dog, Il Trillo Del Diavolo” (2012) un film indipendente scritto, diretto interpretato (e pure filmato, montato e musicato, cosa vi ricorda questo modus operandi, carissimi? ūüôā ) da Roberto D’Antona, un nostro “collega” che, per altro, ha fondato la Grage Pictures, un marchio indipendente (come il nostro) e pugliesissimo (come il nostro).

Il “cugino” D’Antona ci regala un mediometraggio indipendente dedicato al pi√Ļ famoso super eroe senza calzamaglia italiano: Dylan Dog. Il film supera, in qualit√† e fedelt√†, nettamente quella boiata di “Dead Of Night”, vero e proprio stupro nei confronti di Dyd. In “Dylan Dog, Il Trillo Del Diavolo” ci sono tutti; il Nostro Eroe ma anche Bloch e Groucho. Il low budget dell’opera rende acora meglio l’aria fumettistica che pervade l’intero film, la storia √® un mix tra “Inception” (2010) di Christopher Nolan e l’immortale poema epico “La Divina Commedia” di Dante. Il tutto √® “affogato” nelle istanze dylandogghiane di¬†humour¬†e paranormale. Come accade anche nei nostri film, a volte l’accento degli attori √® in contrasto con il luogo in cui si ambienta la vicenda. Chissenefrega, fondamentalmente, √® un dettaglio assai marginale in confronto agli effetti splatter molto curati, alla storia visionaria, alle grouchate e allo zelo (benevolo) che la Grage Pictures ci ha messo nel ricreare il mondo Dyd nei minimi dettagli.¬†A noi il film √® piaciuto (specie un vampirico Xabaras nel finale). Non vi rovineremo la sorpresa con spoiler e bastardate simili, il film lo trovate su YouTube.

FRANCESCO PASANISI.

RIVOLUZIONE CULTURALE!

Certamente il titolo pu√≤ risultare stant√¨o, anacronistico persino, tuttavia non c’√® niente di pi√Ļ immediato. In Italia tutto quanto √® farraginoso (burocrazia, enti pubblici ecc…) e anche la cultura non scherza. Easy Phoney Production nasce, principalmente, per dare una rinfrescata a quella cultura italiana che oggi, abbandonando pilastri cinematografici, musicali e letterari, si culla in un effluvio di introspettivit√† intimista filosofeggiante, di ribellismo giovanile talmente sforzato da sembrare comico e quell’insopportabile “dottrina” radical chich che, in molti casi, vive per “cassare” tutto ci√≤ che √® pi√Ļ “pop” o meno buonista in favore di melense opere musicali, letterarie e filmiche che sanno di tutto meno che di prodotti culturali.

La cultura italiana che auspichiamo √® meno legata a questi dogmi e pi√Ļ aperta a quella branca di “brutta gente” (come noi) che fa dell’umorismo nero e scorretto e dell’irriverenza il proprio cavallo di battaglia. se un cartoonist nel nostro paese inventasse un qualcosa come “I Griffin” o “I Simpson”, verrebbe di sicuro spinto (non messo, SPINTO!) nel dimenticatoio.

Nel cinema, invece, l’unico che potremmo ammirare √® Sorrentino, il quale √® apprezzato da parte dell’ambiente cinematografaro ufficiale grazie alle sue opere che, come intenti, ci sono molto vicine (eccezion fatta per alcuni momenti di lentezza).

Parliamo di fumetti. Non stiamo messi male, ma si nota una certa edulcorazione di ciò che prima erano le avventure di carta vissute da Dylan Dog e simili.

La letteratura √® u velo pietoso. Una parata di radical chic e di paranoici intimisti neo figli dei fiori che ubriacano i cervelli di chi legge (e sono pure pochi) con idee malsane alla bimbominkia segaiolo mentale. Lo stesso vale per la musica. Hanno distrutto il rock i vari Brondi ecc…

Ci vuole, in altre parole, la proverbiale “aria nuova” nel mondo culturale italiano e noi ve ne stiamo offrendo un modello: l’info-tainment “cattivo”.

I NON-FILM DELLA DOMENICA: BAARIA

E due. Grande ritorno di Giuseppe Tornatore fra i vostri amatissimi non-film. “Ba√†ria” (2009) √® l’ennesimo kolossal ruffiano e campanilista che ormai, a livello pandemico, ha intaccato il nostro cinema. La recensione potrebbe finire qui, ma sono uno stronzo, quindi dovete beccarvi invettive e altre cosine domenicali.

Questa √® la locandina. Notare l’originalit√†…..

Abbiamo la vicenda di un tizio nato a Bagheria, paese natale di Tornatore che, in nome della creativit√† dei copioni, vediamo dapprima infante, poi picciriddhu siculo e infine deputato PCI. Nessuno ci aveva mai pensato a girare una biopic inventata come maxi-scusona per comporre sviolinate verso la propria terra. Meno male che c’√® Tornatore. Senn√≤ noi di che parleremmo la domenica?

Ad ogni modo, transeat, ritorniamo al film. Tra una fotografia patinata e ruffiana (pi√Ļ simile alla casetta-snack di Hansel e Gretel a livello di oggetto che attira le persone) assistiamo alla crescita e alla giovinezza di questo tizio. Ok, ben girato, bella fotografia…per√≤ che palle. Non si fa altro che parlare di ‘sto cazzo di paesino (che il Peppone nazionale ribattezza “Ba√†ria”, perch√© fa molto etnico e attira tutti i fricchettoni italici) con tutti i personaggi strani che ci vivono. Avete presente i documentari tristissimi che fanno di sabato su Raiuno (Lineablu ecc…)? Beh, “Ba√†ria” ne √® la versione teatrale.

Cioè, scusate, uno si smazza dalla mattina alla sera lavorando, guadagna poco, poi riesce a trovare i sette euri per il cinema e si deve sorbire questo mattone fatto di filosofume etno-campanilista che fa da cornice ad uno sfigato che alle elezioni non riesce neanche a farsi votare dai ciechi accompagnati dai collaboratori?

Un piano sequenza inedito per il nostro cinema.

I bei tempi de “Il Camorrista” (1987) sono purtroppo finiti. Tornatore, abile anche in marketing, ha abbracciato a piene mani la causa manierista e strazzamutande-filosofica che ora rappresenta il cinema italiano nel mondo.

Nel film si attraversano diverse epoche storiche, dal fascismo alle elezioni politiche del 1972, giusto per far vedere che si tratta di un autore che ha aperto almeno un sussidiaro da ragazzo.

Realismo: nella Sicilia del secondo dopoguerra tutti avevano il sorriso Durban’s…

FRANCESCO PASANISI.