VECCHIE “FIAMME” RITORNANO…

Siamo nella Lousiana, USA. Mancano pochi giorni alle elezioni presidenziali. Come in un film dell’orrore, una ventenne di colore viene aggredita, nei pressi di Winsboro, da tre uomini incappucciati di bianco. Questi la cospargono di liquido infiammabile e le danno fuoco. L’automobile viene ritrovata imbrattata da scritte ingiuriose e una terribile sigla, “KKK”, è stata scritta sul tettuccio, come una firma. La ragazza, fortunatamente ancora viva, ha riportato ustioni gravi per il 60% del corpo. Si sostiene anche che la vittima avesse indosso una maglietta che raffigura il presidente uscente Barack Obama. Dopo quattro anni ritorna l’incubo KKK & compagnia brutta.

Quattro anni or sono (2008), sempre in vista delle presidenziali, uscì un servizio ad Annozero in cui era stato intervistato uno dei tanti “redneck” degli States meridionali. Il reportage fu fatto a fronte non solo del fenomeno obamiano candidato alla casa bianca, ma anche per alcuni fatti di cronaca analoghi di stampo razzista.

A quanto pare i cosiddetti “colli rossi” (redneck, appunto), sottoproletari senza istruzione e di solito xenofobi e ultra cristiani chiamati così per la troppa esposizione al sole, soffrono di sindrome d’accerchiamento. Il loro “purismo” etnico sembra essere minacciato da un’istituzione come quella obamiana. I piccoli movimenti d’estrema destra e xenofobi in America, essendo violenti e istintivi (e tutto sommato ingenui) vedono nel sangue e nelle fiamme una risposta dura e autorevole che esprime il loro totale dissenso verso chi ha sdoganato i tanto odiati “niggers” (che per fortuna sono così integrati da essercene parecchi anche nel Partito Repubblicano) rendendoli partecipi della vita politica e istituzionale.

Otis Chisley, presidente della National Association for the Advancement of Colored People in Louisiana, la più riconosciuta associazione antirazzista statunitense, chiede, però, prudenza nel trarre conclusioni. «Aspettiamo di capire bene come sono andati i fatti. Raccomandiamo tutti di muoversi con prudenza» dice e aggiunge, in generale sui crimini razzisti in quello Stato, «il razzismo e l’attività del KKK sono una triste realtà in Louisiana. Qui da noi è ovunque, un fenomeno nascosto, ma che esiste».

Easy Phoney Production per problemi logistici è lontana da quella povera ragazza, ma esprime tutta la solidarietà a lei e ad amici e famiglia, i quali staranno certamente passando ore terribili. Quanto al KKK o chi diavolo sia stato, beh, bisogna compatirli, poveri incompresi, sono “ggiovani, bbelli e incazzati…bianchi”.

Francesco Pasanisi.

EASY HALLOWEEN ZOMBIE WALK 2012

EASY HALLOWEEN ZOMBIE WALK 2012

Cliccate sull’immagine 🙂

Il gruppo informale Easy Phoney Production fa sapere, per chi ne fosse interessato, che il 31 ottobre 2012 alle 18.00 fino alle 21.00, organizza una simpatica iniziativa horror. Visto il successo della zombie Walk a livello mondiale e visto che a Lecce è stata organizzata lo scorso anno (in cui abbiamo fatto la nostra parte con video, interviste, promozioni e articoli), Easy Phoney Production organizza la parata zombi di quest’anno. Si partirà alle sei del pomeriggio da Porta Rudiae, si percorreranno le vie più importanti del centro e si arriverà al Convitto Palmieri intorno alle nove di sera.

Per chi fosse interessato a questa grottesca iniziativa lo spettiamo alla Porta alle 18.00 del 31 ottobre. Ricordiamo che i partecipanti dovranno arrivare alla parata già truccati e vestiti. Usate la fantasia!

Vi aspettiamo.

Easy Phoney Production.

I NON-FILM DELLA DOMENICA: EL MARIACHI

“El Mariachi”. Anno: 1995. Regista: Robert Rodriguez.

Ed eccoci qui alla mia prima recensione, dopo una lunga riflessione ho deciso di mettere momentaneamente da parte la carrellata di filmacci che avevo in mente per dedicare qualche riga a questo caposaldo del filone tex-mex, il perché non ve lo so dire.
“El Mariachi” è il primo della così detta “Trilogia del Mariachi” (appunto) ideata dal regista Robert Rodriguez e in questo primo capitolo si narrano le disavventure di questo menestrello che, appena arrivato in un tranquillo paesino in cerca di fortuna, viene scambiato per un narcotrafficante ricercato da un altro cattivone sempre vestito di bianco.
Il malinteso si scatena perché sia il mariachi che il narcotrafficante girano con una custodia per chitarra rigida, quella del primo contenente una chitarra e quella del secondo invece contiene pistole e coltelli, in seguito il protagonista si rifugia in un hotel gestito da una donna della quale si innamora e insomma, la trama più o meno è questa.

Ora io non sono un critico cinematografico, ma mi dovete spiegare perché un narcotrafficante che dorme con 3 signorine armate di mitra se ne vada in giro a cercare una custodia con dentro 3 pistole da quattro soldi e un paio di coltelli, e poi devo ancora capire perché il cattivone vestito di bianco si fissa con la titolare dell’hotel(che fatemelo dire..è proprio brutta) quando ha come cameriera una venti volte migliore. Vabbè..de gustibus.

“Cosa hai detto sul mio carisma?”

Niente, il film è così. La trama non decolla mai, il protagonista ha lo stesso carisma dell’asfalto che percorre all’inizio del film e gli effetti non sono un granché, Rodriguez volle usare solo attori non famosi e a disposizione aveva solo 7.000 dollari, ma paradossalmente gli effetti sono uno dei punti a favore di questa pellicola che non ha colpi di scena, non ha scene memorabili, non ha dialoghi brillanti e insomma, una mezza palla.
Mi dispiace parlare male di questo film dato che Rodriguez mi sta pure simpatico (a breve le recensioni-fiume di “Machete” e “Planet Terror”, sempre se non vengo eliminato prima), ma davvero non succede niente.

Sicuramente si vede lo stile del regista nonostante sia ancora acerbo..ma per i capolavori bisognerà attendere. Carini la tartaruga e il cane della proprietaria dell’hotel, davvero ridicolo lo scagnozzo coi baffi e i ray ban sottomarca del tizio in bianco, visto che sotto le sembianze di hombre cazzuto si nasconde un pasticcione che non ne azzecca una.

P.s. se vi può consolare il film ebbe un grande successo, alla faccia mia.

Un primo piano sofferto.

STEFANO “UCCINO” PALADINI

Easypedia: Antonio Piazza

Antonio Piazza  è un politico e creatura di Stephen king italiana. Esponente di spicco nel PdL di Lecco (città favorita dal partito per via del nome) e presidente dell’Aler. Piazza è famoso per l’altruismo e la magnanimità nei confronti dei più deboli, ciò dimostrato da un increscioso episodio avvenuto giorni fa. I soliti comunisti con la kefiah e le siringhe di marijuana hanno subito dato addosso al povero Piazza solo perché, dopo aver parcheggiato sul posto dei disabili, è stato multato e per ripicca ha forato l’automobile del portatore di handicap che esigeva il proprio posto riservato. Credeteci, cari amici dei beduini e delle checche sempre in giro con le bandiere rosse; il gesto è stato ampiamente frainteso. Il signor Piazza ha compiuto ciò che è successo per poter riuscire ad essere espulso dal PdL, non siate sempre aspri nei confronti di chi la pensa diversamente, keep calm. Non si arriva a fine mese? Va bene! Spendono in F35 a scapito di fondi da utilizzare nel sociale? Va bene! Possono parcheggiare in posti per disabili, pippare nelle orge e inseguire le minorenni? Va bene! E che cos’è sempre questa voglia di morale di voi comunisti? La macchina del disabile non è stata forata, bensì “diversamente tolta di tutta l’aria”. Piazza non ha occupato un posto riservato a disabili, bensì, da buon maestro di vita, ha voluto dimostrare al disabile la cattiveria di questo sporco mondo bolscevico. Una cattiveria e un odio che solo il PdL, con il potere dell’amore può sconfiggere.

NON CAPITE?!

No, scusate eh! Mi allontano un attimo a pisciare e qualcuno mi posta, in neretto, certe stronzate per finire l’articolo? Pastecceci, ti ho visto! A ‘to giro ti rompo la vena cacatoria! va beh, vediamo se riusciamo ad aggiustare il pezzo con un po’ di facts sul Nostro.

  • Gli eroinomani stazionano davanti ai posti per disabili per essere bucati da Antonio Piazza.
  • Antonio Piazza, una volta, ha ridipinto casa col sangue di Christopher Reeve.
  • Un disabile tetraplegico ha ricevuto in regalo da Antonio Piazza un manuale di scuola giuda.
  • Antonio Piazza si scusa per l’accaduto solo perché il cugino del disabile è Chuck Norris.

F.P.