I NON-FILM DELLA DOMENICA: EL MARIACHI

“El Mariachi”. Anno: 1995. Regista: Robert Rodriguez.

Ed eccoci qui alla mia prima recensione, dopo una lunga riflessione ho deciso di mettere momentaneamente da parte la carrellata di filmacci che avevo in mente per dedicare qualche riga a questo caposaldo del filone tex-mex, il perché non ve lo so dire.
“El Mariachi” è il primo della così detta “Trilogia del Mariachi” (appunto) ideata dal regista Robert Rodriguez e in questo primo capitolo si narrano le disavventure di questo menestrello che, appena arrivato in un tranquillo paesino in cerca di fortuna, viene scambiato per un narcotrafficante ricercato da un altro cattivone sempre vestito di bianco.
Il malinteso si scatena perché sia il mariachi che il narcotrafficante girano con una custodia per chitarra rigida, quella del primo contenente una chitarra e quella del secondo invece contiene pistole e coltelli, in seguito il protagonista si rifugia in un hotel gestito da una donna della quale si innamora e insomma, la trama più o meno è questa.

Ora io non sono un critico cinematografico, ma mi dovete spiegare perché un narcotrafficante che dorme con 3 signorine armate di mitra se ne vada in giro a cercare una custodia con dentro 3 pistole da quattro soldi e un paio di coltelli, e poi devo ancora capire perché il cattivone vestito di bianco si fissa con la titolare dell’hotel(che fatemelo dire..è proprio brutta) quando ha come cameriera una venti volte migliore. Vabbè..de gustibus.

“Cosa hai detto sul mio carisma?”

Niente, il film è così. La trama non decolla mai, il protagonista ha lo stesso carisma dell’asfalto che percorre all’inizio del film e gli effetti non sono un granché, Rodriguez volle usare solo attori non famosi e a disposizione aveva solo 7.000 dollari, ma paradossalmente gli effetti sono uno dei punti a favore di questa pellicola che non ha colpi di scena, non ha scene memorabili, non ha dialoghi brillanti e insomma, una mezza palla.
Mi dispiace parlare male di questo film dato che Rodriguez mi sta pure simpatico (a breve le recensioni-fiume di “Machete” e “Planet Terror”, sempre se non vengo eliminato prima), ma davvero non succede niente.

Sicuramente si vede lo stile del regista nonostante sia ancora acerbo..ma per i capolavori bisognerà attendere. Carini la tartaruga e il cane della proprietaria dell’hotel, davvero ridicolo lo scagnozzo coi baffi e i ray ban sottomarca del tizio in bianco, visto che sotto le sembianze di hombre cazzuto si nasconde un pasticcione che non ne azzecca una.

P.s. se vi può consolare il film ebbe un grande successo, alla faccia mia.

Un primo piano sofferto.

STEFANO “UCCINO” PALADINI

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