GEMMA REQUIEM

Giuliano-Gemma

Se n’è andato in maniera infausta, incidente stradale. Una morte violenta, terribile. Giuliano Gemma è morto a 75 anni a Roma, tradito dal proprio veicolo.

Come molti attori che hanno fatto da spola tra i piccoli ruoli in commedie anni Cinquanta, passando per i film “peplum” (pellicole storiche e mitologiche ambientate in antichità, specie in Grecia e in Roma antica), fino allo spaghetti western e poi al poliziesco e all’horror, il grande Giuliano era snobbato dall’elite (auto-eletta tale) nel panorama celluloide di casa nostra. Eppure ne avrebbe da raccontare di ogni, come un’enciclopedia vivente del cinema italiano.  Scoperto da Dino Risi per Venezia, la luna e tu (1958), in cui in certe sequenze, nel ruolo di Brando, spallava Alberto Sordi, Gemma ha avuto una parabola ascendente (ed è qui che inizia l’enciclopedia vivente) che lo porterà ad entrare in set famosi come quello di Ben Hur (1959) di William Wyler, in cui era una comparsa (soldato, per l’esattezza) e lo rincontriamo in Arrivano I Titani (1962) di Duccio Tessari, che gli offre il ruolo stavolta da protagonista, il biondissimo e statuario Krios. Col passare dei decenni, il Giuliano nazionale farà conoscenza con grandi nomi come Damiano Damiani (L’avvertimento, Un Uomo in Ginocchio), Pasquale Squitieri (Il Prefetto Di Ferro, Corleone, Claretta), Umberto Lenzi (Il Grande Attacco), Lucio Fulci (Sella d’argento) e Dario Argento (Tenebre). Al pari di molti suoi colleghi della stessa generazione(come Gianni Garko, Florinda Bolkan, Marc Porel e Gastone Moschin), Giuliano presnta una filmografia-cronistoria del cinema di genere, contornata da veri e propri film d’autore (il già citato Venezia La Luna E Tu, di Risi e Speriamo Che sia Femmina di Luigi Comencini).

Questo pezzo non vuole essere un elogio funebre, ma un excursus in pillole della vita di un grande artista che faceva ridere nella commedia, inquietava nei thriller, era eroico nei western e crudele nei gangster movie. Giuliano era un attore fuoriclasse, per nulla patinato e disposto a qualsiasi ruolo, a cui dava una straordinaria performance. Per alcuni di voi che amano le analogie, direi di poter paragonare Gemma e la sua carriera a un Bruce willis italiano del passato. Ciao Giuliano, che la terra ti sia leggera.

Francesco Pasanisi.  

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