BERLUSCONI DECADE, L’UNIVERSITA’ INCIAMPA

Dopo aver riposto spumanti e cotillon a fronte della decaduta di Silvio Berlusconi, atto più che legittimo in un paese civile nonostante l’estremo ritardo, leggiamo su giornali e social network di un blocco-didattica in tutte le università del Mezzogiorno. Le lezioni hanno dato il loro stop nella giornata di oggi e i rettori, dal Molise in giù, hanno fatto vistita alla signorina Carrozza, nuovo ministro dell’istruzione. Che questo ministero sia diventato un freakshow dalla seconda metà dei ’90 in poi, non è più un mistero, tuttavia ci perplime l’atrocità con la quale si pone il nuovo decreto Punti Organico 2013, del ministro Carrozza.

Il deprecabile disegno di legge propone nuovi atroci tagli senza anestesia ad ogni apparato accademico, con il solito “occhio di (non) riguardo” al Sud Italia, che ormai fra leghisti e storicismo imperfetto è diventato una specie di stoccaggio di rifiuti, o meglio, lo han fatto diventare nel corso degli anni. Questa ignomignosa legge vorrebbe, in pieno delirio filo-privatista e fiscalista, decimare le assunzioni di dicenti e ricercatori, riducendo le università del Sud in smunti e fatiscenti edifici privi di qualsiasi didattica et similia.

La questione che codesti clowneschi legisltiori trascurano totalmente, oltre che la didattica pericolosamente straziata, è anche quella delle città universitarie come ossigeno socio-economico delPaese. Strangolando gli atenei, si rischia di ridurre queste città (Bari, Lecce, Napoli ecc…) a dei gignteschi paesoni silenziosi, tristi, bui e sprofondati nel Medioevo.

Il nostro auspicio è che i rettori riescano a raggingere un accordo con il ministro Carrozza. Altro auspicio è che studentesse e studenti si riuniscano in tantii, per discutere, manifestare ma soprattutto avanzare proposte plausibili ed illuminate.

Ministro, ci ripensi!

Rettori, aprite un tavolo!

Studenti, non statevene a casa davanti al digitale terrestre e Facebook!

Easy Phoney per il futuro della didattica.