MAX TORTORA IMITA ROBERTO FIORE IN TV E LO SCAMBIANO PER QUELLO VERO: FORZA NUOVA ORA SALE AL 34%

forza nuovaSuccede su TeleRompo, emittente viterbese locale. Durante la diretta della “Sagra Del Coglione Panato”, svoltasi ieri 18 agosto 2014, Max Tortora davanti alle telecamere dei giornalisti Tv ha imitato alla perfezione il leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Questa mattina, all’alba, le agenzie di sondaggistica hanno scoperto che molti in Tv lo hanno riconosciuto come il vero Fiore e che il partito neofascista, di conseguenza, ora vola al 36%.

Wedding: la storia del nostro film è realmente accaduta

wedding“Wedding”, il nostro film, è liberamente ispirato ad un fatto realmente accaduto a Guadovecchio, paese del centro Italia, nel 1967. Per rispetto verso i famigliari delle vittime abbiamo deciso di cambiare tutti i nomi e di rendere la storia meno drammatica di quanto lo fosse in realtà, anche per non essere additati come sciacalli che, peraltro, non siamo.
Il fattaccio di cronaca nera, noto anche come “Fascicolo Andreoli” dal nome del detective recentemente scomparso che ricostruì la vicenda, lo abbiamo per caso trovato per pura “fortuna”, ma non intendiamo rivelarne le fonti.

Come ambientazione, dato il low cost, abbiamo scelto i giorni nostri, adattando, pertanto, situazioni e contesti.

Ecco, in breve e senza nomi, la vicenda:
Un ragazzo scopre nel proprio giardino la testa putrefatta di un uomo. Allarmato, il ragazzo, segnala la cosa alla polizia. Prontamente viene scoperto dagli artefici di quella decapitazione: si tratta di una piccola organizzazione criminale, comandata da una giovane donna, dedita al racket e al traffico di droga.

La gang, in realtà, non è così potente, tuttavia tende sempre a eliminare in modo efferato chiunque rappresenti un ostacolo; la boss stessa ha ucciso della gente senza ricorrere agli scagnozzi.

Il dottor Broni, che ci ha autorizzato a scrivere il suo nome, nei suoi dossier del Manicomio Criminale di Guadovecchio, in cui la boss è stata rinchiusa all’età di 35 anni, scrive: “La boss di quell’organizzazione aveva evidenti manie di grandezza commiste a comportamenti ossessivi-compulsivi con tendenze omicide. Paradossalmente, se la sua organizzazione criminale fosse stata più potente ed influente, non ci sarebbero stati così tanti morti. Proprio il fatto che come gang valessero mezza tacca, rappresentava una lancinante frustrazione per la donna. Frustrazione che cercava di lenire uccidendo la gente, anche per sembrare agli occhi del paese una vera boss che incuteva terrore”.
Le tesi di Broni sono esatte, infatti l’eliminazione del ragazzo che ha scoperto la testa prevede una serie di tortuose organizzazioni e rituali che sfiorano addirittura il grottesco.

Come ucciderlo? Ecco la risposta: il vice della boss andrà, insieme a due ragazzi presi dalla strada e a cui sono stati promessi 20 milioni a testa, al matrimonio dove il ragazzo è invitato e al momento opportuno, lo scalcinato “kommando” della boss lo dovrà trucidare con armi da fuoco e poi fuggire. In tutto questo, i tre si porteranno appresso una cinepresa, spacciandosi per filmaker da matrimonio, in modo da riprendere l’omicidio e dare una prova alla boss che, intanto, parte per i tropici.
Il grottesco sta, però, in questo: ogni mezzora i tre devono auto filmarsi, dire l’orario, farsi vedere armati e dire che sono pronti. Per questo aspetto il vice del boss, si sorbirà anche una lamentela da uno dei due ragazzi ingaggiati per il “lavoretto”.

Non riusciranno ad ucciderlo. Il ragazzo scapperà dal cortile della sala ricevimenti durante il matrimonio e, anzi, chiamerà cinque mercenari, tutti ex militanti di estrema destra già accusati in precedenza di terrorismo, per proteggerlo e dare il benservito ai tre che lo vogliono morto.
Nei rapporti di polizia si legge che alle cinque e mezza del 26 marzo 1967, nei pressi di un vecchio caseggiato abbandonato, sono stati rinvenuti i corpi dei cinque mercenari. Due di loro giacciono all’esterno della struttura, uccisi a colpi di pistola. Il più giovane dei due ha l’orbita sinistra perforata, da cui fuoriesce l’occhio. All’interno dello stabile gli agenti trovano gli altri tre. Uno di loro è stato freddato da diversi colpi d’arma da fuoco, forse due differenti, visti i tipi di proiettili estratti dal cadavere; il secondo era in una specie di bagno, con il viso fratturato e pieno di sangue, forse colpito ripetutamente fino alla morte col calcio di un fucile; l’ultimo, invece, presenta uno sparo sul polpaccio ed una profonda coltellata all’altezza del collo.

Il vice della boss e i due ragazzi “reclutati”, secondo le riprese fatte dai tre e descritte nel “Fascicolo Andreoli”, dopo lo scontro con i 5 mercenari, hanno percorso, feriti, mezza Guadovecchio finché poi non si sono udite urla e sinistri rumori di armi da taglio e motosega. L’ultima immagine che abbiamo dei tre è riprese dalla loro cinepresa, coperti di sangue e ormai morti, poi il buio.

Noi della EPP, cazzonissimi, abbiamo interpretato questo finale a modo nostro, poi vedrete.

A presto.

AUGIAS: JIM MORRISON E’ ANCORA VIVO, ORA SI FA CHIAMARE GIAMPIERO GALEAZZI

galeazzi01gContinuano le inchieste misteriose ed intriganti di Corrado Augias. Attraverso certosine ed estenuanti ricerche, grazie al Carbonio 14 cosparso sulle mutande della nota rockstar, sono state trovate tracce di sperma simili a quelle rinvenute, mesi prima da un urologo dei Parioli, sulle mutande del noto giornalista sportivo Giampiero Galeazzi. A confermare ulteriormente la tesi secondo la quale Morrison sia ancora vivo, è stato il confronto tra le fotografie del cantante e di Galeazzi. Augias, soddisfatto di tali scoperte, pubblicherà un libro in proposito.