LECCESE “ABITUATO COSI'” NON PARCHEGGIA SOTTO PORTA DI CASA E MUORE

Tragedia a Lecce, zona centro storico. Giallorosso Poppitazzi, noto leccese “abituato così” acceso oppositore del nuovo sindaco, è morto improvvisamente a seguito dell’ordinanza sulla mobilità sostenibile, quindi contro il disordinato e selvaggio parcheggiare automobili. Non potendo espletare la propria abitudine folcloristica, il Poppitazzi, a seguito di un improvviso malore, è, quindi, spirato.

Annunci

PARCHEGGI: SAVERIO TOMMASI A LECCE A SOSTEGNO DEI DIRITTI UMANI

Ne parla l’Onu, ne parla Amnesty International, ne pala la Comunità Ebraica e anche Medici Senza Frontiere e persino l’Unione Europea, ma il regime di Carlo Salvemini, ottenuto con un cruento golpe mandato avanti per mezzo di armi non convenzionali quali la sostituzione di spaghetti al sugo al posto delle rape ‘nfucate, non fa nessuna marcia indietro. L’eroico Popoletto Sanpistone, da decenni attivista per la pace ed i diritti umani, ha raccolto firme e lamentele di una minoranza etnica, precisamente i parcheggiosottocasesi. La terribile ordinanza comunale, contestata dalla Comunità Internazionale, che vieta di posteggiare il proprio veicolo soito il proprio domicilio “E’ violaZione dei diritti umani! -dichiara Sanpistone- e faremo giusiZia!”.

Il giornalista Saverio Tommasi sarà nel capoluogo salentino per girare un servizio a difesa dei parcheggiosottocasesi, per i quali c’è un conto Paypal su cui versare danaro affinchè riescano a finanziare la loro giusta battaglia.

IT SI TRASFORMA IN SALVEMINI E APPARE A PERRONE

Il celebre mostro/clown/demone Pennywise, protagonista del romanzo biografico “It”, scritto dallo storico Stefano Sire, sarebbe apparso nell’abitazione di Paolo Perrone nottetempo. L’ex sindaco, stressato da verdetti di Tar, da ricorsi sulla nuova giunta e dalla questione sul Pug, ha visto apparire davanti al suo letto Carlo Salvemini, il nuovo sindaco. In realtà si trattava del feroce clown che, come sappiamno, assume la forma delle nostre paure e delle nostre ossessioni.

MUSEO FANTASY

La differenza si può e si deve fare. In una città come Lecce, obnubilata da un eccessivo campanilismo tendente a diventare la caricatura di sè stesso, esiste un angolo di resistenza umana dedicato a noi poveri nerd della cinematografia di genere e anche a chi considera l’arte non un mero “posonare” continuo in mostre allestite in contesti spesso fuori tema. Sto parlando del Museo Fantasy, fondato, allestito e gestito, peraltro, da due pugliesi: i fratelli Magrì. Questi due gemelli di Mesagne, che ho avuto il piacere di conoscere casualmente durante una delle mie lunghe pedalate per il centro, con il modico prezzo di due euro vi catapultano nel mondo degli effetti speciali cinematografici. Proprio quelli che si facevano nella golden age della celluloide, al pari di Dick Smith (realizzatore degli effettti per “L’Esorcista”), Carlo Rambaldi (E.T. e King Kong sono suoi) e Tom Savini.

Questo “Mondo Furbo” si trova vicino alla famosa libreria Liberrima e ad accogliere gli avventori c’è un manichino a grandezza naturale con le fattezze di un Ennio Fantastichini a dieta; pupazzone che molti scambiano per vero. Tutto ciò che vedrete nel Museo Fantasy è farina del sacco folle dei gemelli Magrì, i quali, sin da ragazzini, realizzavano diorami, pupazzi, primi effetti speciali e maschere. Questi due stregoni buoni hanno lavorato per registi famosi come Dario argento (in “Non Ho Sonno”), Sergio Rubini (L’Uomo Nero”), Timur Bekmambetov (“Ben Hur”), Julie Taymor (“Titus”) e Roberto Benigni (“Pinocchio”).

Corrado direbbe “E non finisce qui…”, infatti gli estrosi fratelli hanno truccato il mitico Robert “Freddy Krueger” Englud in quel capolavoro del mochumentary che è “Il Ritordo Di Cagliostro”, scritto e diretto da Ciprì e Maresco. Ne approfitto, già che mi trovo, di segnalare i loro due film, vale a dire “Stranieri” e “Withe Scarlet”; li vedrò e vi saprò dire, certamente non c’è da restarne delusi.

 

 

Concludendo il tour museale Magrì, non si può non parlare dei loro lavori extra-filmici, vale a dire diverse realizzazioni scultoree o addirittura vere e proprie piccole installazioni scenografiche, che nel loro realismo/surrealismo/paradosso metaforico dicino la loro sulla società.

E pensare che stavo girando in via Palmieri per tornare a casa…

Altre Foto:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Pasanisi.

 

FICTION SU BOCELLI. LUCA GIURATO: IL CANTANTE L’HA VISTA MA NON GLI E’ PIACIUTA

Critiche inaspettate dal protagonista reale della biopic trasmessa dalla Rai questa settimana. Andrea Bocelli, infatti avrebbe riferito al giornalista e paroliere Luca Giurato, secondo un comunicato di quest’ultimo, di non aver apprezzato la fiction.