DIZIONARIO HORROR DEL MERCOLEDI’: BODY BAGS

BODY BAGS-CORPI ESTRANEI

DVD Edition!

Giudizio: ****

(Body Bags, USA, 1993, col. 91′)

Di John Carpenter, Larry Sulkis (non accreditato) e Tobe Hooper. Con John Carpenter, Robert Carradine, Twiggy, Mark Hamill, Roger Corman, Tobe Hooper.

Interessante esperimento di “svecchiamento” della tradizionale formula dei vari “Tales From The Crypt”, fortunata serie, anch’essa solo per l’home video, ispirata agli omonimi fumetti anni ’50 della EC Comics. Qui un custode che narra fantasiose horror storyes ce l’abbiamo, ma non è una mummietta che abita una cripta fatiscente e piena di ragnatele, è invece lo zombi parlante in un obitorio (John Carpenter) che ci fa passare 91 minuti fra goliardie macabre e raccapricci vari. Il nostro impressionante (e simpaticamente antropofago) anfitrione passa in rassegna tre cause di morte di tre cadaveri nella “sua” morgue.

Nel primo episodio, “Gas Station” (regia di Carpenter), una studentessa di psicologia deve vedersela con un forsennato, ma tutto sommato simpatico, datore di lavoro omicida (Robert Carradine, fratello del Bruce Lee americano, David). L’episodio è un ottimo cortometraggio del genere thriller e, oltre agli effettacci d’obbligo e ai virtuosismi con la cinepresa di Carpenter, vediamo una vera e propria sfilata di celebrità che hanno onorato il mondo del cinema fantastico a stelle e Strisce. Comparse come David Naughton (il licantropo di “Un Lupo Mannaro americano a Londra” del 1981 di John Landis), Wes Craven (l’autore e creatore di Freddy Krueger), Sam Raimi (il pazzoide che realizzò quel gioiellino chiamato “La Casa”, del 1983). L’episodio è divertente e adrenalinico, senza contare che questo popò di parata di autori con la “A” maiuscola rende ancora più sfizioso il tutto.

Il nostro loquace zombi da autopsia ci racconta poi, nell’episodio “Hair” (diretto da Larry Sulkis, ma accreditato come un episodio fatto sempre da Carpenter), la comica e fantascientifica epopea di Richard (Stacey Keach), un tizio di mezza età, fidanzato e con la fobia di calvizie e alopecie. In Tv scopre un trattamento clinico eterodosso progettato dalla nuovissima clinica Roswell (e questo nome, non è scelto a caso, no?). Il mellifluo dottor Lock, e la sua ninfomane assistente,  tramite una lozione porteranno Richard ad avere dei capelli alla Conan il Barbaro che ristabiliranno lo star bene con sè stesso e la relazione con la sua ragazza (la supermodella Twiggy). Solo che col passare dei giorni si scoprirà che la lozione è un insieme di parassiti alieni che….non diciamo altro. Questo è il più comico fra i tre racconti del film.

Infine veniamo, dopo degli sketch hitchcockiani del nostro simpatico e purulento narratore, all’ultimo episodio. “Eye” (regia Tobe Hooper) è l’unico dei tre ad essere un duro e puro horror. Non fa ridere (e ultimamente Hooper si sta prendendo troppo sul serio rispetto alla comicità violenta di “Non Aprite quella porta”, del 1974, suo primo film), la storia è un puro B-Movie, tuttavia è ben girato, montato ottimamente e gli attori sono a loro agio. Si narra di Brett Matthews (Mark Hamill, magistralmente doppiato da Sua Maestà Roberto Pedicini), un battitore di Baseball che perde un’occhio (infilzato da un pezzo di lunotto) in un incidente d’auto. Anche qui abbiamo dei piccoli ruoli interessanti. L’assistente dell’oculista che trapianterà a Brett l’occhio del killer John Randall è nientepopodimeno che Roger Corman, il Renzo Arbore del cinema fantastico americano. Ah sì, la trama…allora, Brett supera con successo l’intervento, ma l’occhio di John Randall (ripetiamo, un serial killer di donne) gli fa avere dei terrificanti flash violenti ed ultrasplatter sino a portarlo alla violenza e all’insano gesto finale.

Si torna in obitorio, lo zombi/Carpenter, contemplando il cadavere di Brett commenta dicendo che se l’è presa troppo per un occhio e che poteva fare l’arbitro. Subito dopo entrano due dipendenti della morgue, uno dei due è un barbuto e simpatico Tobe Hooper. Lavoreranno sullo zombi narratore con finale a sorpresa.

In “Body Bags” si può leggere una critica all’uomo moderno e le sue priorità, che talvolta portano a risultati disastrosi.

Il film, pur essendo non destinato alle sale cinematografiche, ha avuto la nomination nel ’94 al Fantasporto, come miglior film di John Carpenter. L’opera è deliziosa anche per rferimenti e parodie. Si prendono in giro i film “Casablanca” (1942, di Michael Curtiz),  “Halloweeen” (1978, di Carpenter stesso) e il suo sequel del 1980, di Rick Rosenthal.  Altri riferimenti, non parodistici, si trovano nell’episodio di Hooper: i flash con immagini cruente sono un’autocitazione di alcune sequenze presenti nel già citato “Non Aprite Quella Porta”.

FRANCESCO PASANISI.

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