I NON FILM DELLA DOMENICA – SUICIDE SQUAD

Grand rentreè dei non film domenicali! Ricominciamo con una ciofecona immonda che ho avuto il disonore di visionare in un brullo e autunnale weekend paesano: “Suicide Squad”. La trama sembra un po’ una versione bimbaminkia e allucinogena dei prefetti fascisti che arruolavano criminali per ristabilire l’ordine nelle città, ma naturalmente qui non c’è Paolo Mieli a parlarne, ma solo un registello dal dubbio talento e da tanta paraculeria modaiola, una specie di vegano del cinema fantastico.

La locandina. Più che un poster da film sembra un volantino degli eventi per la Fiera Di san Gregorio

La locandina. Più che un poster da film sembra un volantino degli eventi per la Fiera Di San Gregorio.

In questa tavanata clamorosa alcuni cattivi di Batman, interpretato peraltro da un catarroso Ben Affleck pettinato come Marco Masini, vengono liberati per ammazzare una strega con poteri a metà fra il Genio di “Alladin” e Giucas Casella. La squadraccia in missione è composta da:

  1. Un tale che se si incazza fa falò ovunque, molto rinomato a ferragosto, probabilmente.
  2. Will Smith, che ormai è lo Stefano Accorsi della fantascienza, che interpreta un sicario denominato Deadshot.
  3. Killer Croc, storico nemico del pipistrellazzo, che però in questa pellicola sembra Hulk con la psoriasi.
  4. Un tale che si arrampica come Iuri Chechi, ma talmente inutile da morire subito.
  5. Un ladro-assassino australiano che uccide coi boomerang (ma se po’?).
  6. Una sexy giapponese esperta con la Katana peggio di Ghemon.
  7. La Margot Robbie (attrice molto sexy) che dopo “Wolf Of Wall Street” ci prosciuga i bassifondi in senso buono interpretando Harley Quinn, forse l’unico personaggio ben fatto. Brava Margie!
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Wanna Marchi paparazzata durante lo sgombero del centro sociale “ANNAMO MENAMO SVENTRAMO OKKUPAMO!!!!11!”

Ora, altra nota ultra-dolente del simil-film: il Joker. Dopo Legder (pace all’anima sua, per carità) anche Jared Leto contribuisce con un colpo di grazia a devastare la figura del villain più importante, complesso e ben scritto della storia dei fumetti. A guardarlo bene, il nuovo Joker assomiglia a Wanna Marchi che è stata in un centro sociale occupato in qualche quartiere “male”.

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Parafrasando Cesare Pavese: “EMMINCHIA!”

Hanno tentato di inserirci un tono da commedia, ma senza salvare il film. Battute e situazioni umoristiche migliori le ho viste più in “Requiem For a Dream” che qui in “Suicide Squad”.

Cosa aggiungere? Solo una cosa: il titolo probabilmente si rifesrisce alla reazione di massa degli spettatori.

Francesco Pasanisi.

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WEDDING – SCENE DA LOW COST

Vi presentiamo qui sotto, in foto, cosa sta succedendo nei laboratori Easy Phoney durante la creazione di “Wedding”, nostro quarto film che gireremo dalla prossima settimana. Guardate con soli 16 € cosa abbiamo combinato.

Incipit di motosega

Incipit di motosega

Motosega finita

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Easypedia: Il Fascistello

Il Fascistello è l’affettuoso nome che daremo alle creature seguaci del Fascistellismo, una dottrina politica che incuteva ansie ed autorevolezza decenni e decenni addietro, ma che oggi, con i dovuti distinguo fra Stato e Stato, per lo più fa lo stesso effetto di una barzelletta di Alvaro Vitali.

A differenza del Comunardo, che esprime una devianza nell’idea di sinistra, il Fascistello è solo quel che è e basta. Nulla si salva. In comune con i Comunardi, invece, anche i Fascistelli hanno due principali correnti: i Fascistelli Neri e i Fascistelli Blu.

I Fascistelli Neri, così come i Comunardi Rossastri, sognano un mondo patriottico, sociale e senza quei ricchionazzi in mezzo alle palle. I Fascistelli Neri, però, sono di più larghe vedute rispetto ai loro diretti antagonisti: odiano i gay e l’Europa ma anche i neri, gli zingari, gli ebrei, le donne, gli handicappati, gli asiatici, i musulmani, gli slavi, quelli con le Hogan, i panzoni, la Robiola Osella e Te.

I Fascistelli Blu sono la maggioranza. Nostalgici del Ventennio, amanti della Patria, dell’Ordine e della Tradizione, ma guai a togliergli la macchina giapponese, il frigo americano, il pub irlandese e i bagordi notturni in discoteca a base di cocaina, troioni indicibili e superalcolici. Se Mussolini fosse vivo, questi soggetti starebbero sicuramente nel Pd.

Riguardo la questione “Fascistellismo Vs Ordine Coprifuoco”, il congresso dei Fascistelli tenutosi a Fiuggi a casa di Gilibberto Spezzafica, sancì che tale ordine littorio dovesse essere soppresso, onde evitare ulteriori scissioni, infatti ci giungono molto spesso notizie di Fascistelli Neri e Blu sorpresi alle 6 di mattina dopo un sabato sera pesante a urlare come visigoti in seguito a svariate damigiane di alcol etilico.

Nonostante queste risibili problematiche,  i Neri (una sorta di Balilla improfumati come transessuali) e i Blu (una specie di squadristi con l’I-Phone) vanno comunque d’accordo su una cosa: Beduini, Negri, Rossi e Ricchioni Fuori Dai Coglioni.

Recentemente i due gruppi si sono uniti per la storica Festa Delle Mazzate, una manifestazione di viril orgoglio nazional-littorio-patriottico in cui, fra una salsiccia di magrebino neonato ed un vichingo bicchiere di sangue di donna vergine, si ripercorrono nostalgicamente e con commozione tutte le occasioni mancate, dal 1924 ad oggi, di mandare all’ospedale o al cimitero froci, negri e comunisti. Il momento topico della festa è l’anniversario della strage in Piazza Fontana. I militanti fanno una lunga marcia ricordando, con pentimento, che avrebbero potuto fare più vittime. Alla fine della serata c’è il Gioco delle Mazzate, una specie di Nascondino in cui si dànno:

  • Mazzate agli immigrati
  • Mazzate ai comunisti
  •  Mazzate ai berlusconiani
  •  Mazzate alle ronde
  •  Mazzate ai ciellini
  •  Mazzate ai leghisti
  •  Mazzate a Vendola
  •  Mazzate a Fitto
  •  Mazzate alla Poli Bortone
  • Mazzate a Gargamella.
  • A Bossi no, perché li ha umiliati ad un torneo di rubamazzetto, molto in voga fra i giovani d’estrema destra.

Concludendo, i Fascistelli Neri hanno simpatie nazional-socialiste, simpatie patriottiche e soprattutto simpatie per le mazzate.

I Fascistelli Blu, invece, avendo simpatie cielline, talvolta si scoppiano di calci e pugni a vicenda, salvo poi andare a mangiare al Gambero Rosso insieme ad un Rom senza gambe da torturare psicologicamente a tavola.

In Italia il lato positivo è che ci sono circa 9 sigle di estrema destra e destra radicale, quindi il voto si disperde anche se tutte insieme non arrivano neanche alla percentuale di Rifondazione Comunista a Sant’Arcangelo di Romagna. In Italia il lato negativo è che ci sono circa 9 sigle di estrema destra e destra radicale.

FASCISTELLI FAMOSI

Ora è giunto il momento di trattare circa i mentori del Fascistellismo, uomini che hanno reso grande l’Italia, specie agli occhi di gente come Voldemort, Skeletor ed Heisenberg.

NERI

BENITO MUSSOLINI

Ex COMUNARDO (ebbene sì). Dirigente della Sinistra Storica (tramutata poi in SS dopo l’alleanza tedesca), il Benito, noto campione di bunjee jumping a Piazzale Loreto, scoprì che tra i rossi si ciulava poco o niente, Rosy Bindi era nel direttivo già all’epoca, perciò fondò, a Destra della Destra, il Partito Nazional Fancazzista. Con lui, in fondo, si stava meglio quando si stava peggio e l’Euro che ci toglie i soldi. I giornali di regime ebreo-frocio-negro-handicappato-femmina, hanno calunniato la figura di quest’uomo con cui, nonostante le aggressioni agli oppositori, i pestaggi spesso mortali ai non fascisti, i vandalismi alle sedi dei giornali, il declassamento della donna, le leggi razziali, il protezionismo che ti fa stare con le pezze al culo e le torture, si dormiva con le porte aperte.

ADOLF HITLER

Animalaro, salutista e cocainomane. Anche quest’uomo è denigrato dal regime ebreo-frocio-negro-handicappato-femmina. Adolfo Hitlerio, era una persona sensibile. Amava i cani (e fra simili non c’è mai odio, solo nell’uomo), però le persone gli stavano sul cazzo in una maniera incredibile. Tuttavia è stato un non violento: le sei milioni di vittime del nazismo non le ha fatte lui, le ha fatte fare ad altri. Alcuni Fascistelli Neri elogiano la figura di Luigi Tenco in quanto si sparò in testa come Hitler.

ITALO BALBO

Un tizio con un nome da crema solare dove voleva andare? Infatti persino il fascismo lo tolse di mezzo. Italo Balbo (Matonna, che cazzo di nome èèèè?) si fece, comunque, una fama come picchiatore sanguinario di antifascisti. In verità Balbo picchiava tutti, perché appena diceva il proprio nominativo completo, tutti si pisciavano dalle risate. Balbo sfanculò Mussolini per la deriva razzista, da picchiatore non avrebbe mai tollerato di mettere le mani sui negri, e se poi si tingeva tutto? Che schifo!

DOTTOR MENGELE

Famoso uomo di scienza allievo del professor Viktor Von Frankenstein. Grazie agli esperimenti di mescolanze organiche, nel 2000 nacquero i Pokèmon. Il medico fu reso famoso dal telefilm nazista “Juden di merden in korsia”, una specie di “Grey’s Anatomy” del Terzo Reich, in cui tutti i pazienti morivano senza effetti speciali. Mengele interpretava se stesso.

JOERG HEIDER

Il primo nazifrocio ufficiale della Storia. Riuscì a fascistizzare un partito austriaco di Fascistelli Blu insipidi, ma in contemporanea era un busone, quindi per nascondere ciò, Heider dovette vendere tutta la collezione di album di Malgioglio ad un mercatino dell’usato in cambio di armi per un golpe nazionalista. Heider morì di incidente stradale. L’ipotesi di gombloddo, tuttavia, smentisce codesta tesi, asserendo che il noto politico Nichi Vendola avrebbe manomesso il veicolo di Heider dopo una banale lite amorosa.

MARIO BORGHEZIO

Direttamente dalla Scuola Radio Elettra, dopo una laurea comprata al tuttomille, ecco a voi Mario Borghezio. Questo tizio ha l’aspetto di Peter Griffin, ma è molto più comico. Eroe dei nostri tempi, Borghezio, per amor di patria, è stato precipitato di mazzate più volte. Un giorno, mentre puliva un treno dove c’erano dei migranti (queste cose le dovrebbero fare le Ferrovie Dello Stato, brutti comunisti!), gli spaccarono il naso come una noce della California. In un secondo episodio si prese mazzate potenti dalla polizia olandese per una manifestazione razzista. In fondo, però, è un democratico, dice “Islamici di merda” e poi aggiunge “Con Rispetto per l’Imam”.

VALDIMIR PUTIN

Vedere voce “Il Comunardo”.

RADOVAN KARADZICH

Hannibal Lecter esiste davvero, perdìo. Questo famigerato uomo politico di estrema destra si è laureato in medicina e chirurgia con indirizzo in neuropsichiatria. Prima di entrare in politica esercitava la professione di psichiatra, poi è diventato dittatore in Serbia e si è dato al serialkilleraggio di tutti quelli che gli stavano sulle palle (musulmani, oppositori ecc…). Con la barba assomiglia a Beppe Grillo.

GIORGIO ALMIRANTE

Ha fucilato qualche italiano in nome della RSI (Repubblica Stronzi Italiani) per poi fondare l’MSI (Maveramente Siamo Idioti). Questo ibrido fra il Maestro Miaghi e un balilla è famoso per aver generato ex manu simpatici acari come Gianfranco Fini, Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. La moglie, Donna Assunta, un miscuglio fra Keith Richards e Bruno Lauzi, esercita ancora la professione di Sparare Cazzate A Buso. Di Almirante si ricorda la sua presenza ai funerali di Berlinguer, questo accadde perché non aveva le chiavi di casa.

JUNIO VALERIO BORGHESE

Pestato un giorno sì e altri sei pure a scuola per il suo nome ed il suo fare da damerino, Junio Valerio, Ernesto, Armando, Ignazio Salvaspazio, Maria, Danaos, Carte Napoletane, Nutella, Alfredo, Ghezzo Borghese lo conosciamo tutti per la sua carriera militare e politica. Nella flottiglia fascista X Mas (da cui l’augurio festivo Merry X Mas) affondò una nave inglese e un incrociatore. E sticazzi? L’episodio però più eclatante fu il tentato colpo di Stato il 7 dicembre 1970. Marco Masini appena disse “Ci manca un vecchio esaltato che fa il golpe”, subito partì un proclama di Borghese che annunciava il colpo di Stato. Naturalmente fu tutta una Sola, questo perché i militari partecipi del golpe si ricordarono del Mercoledì Di Coppa e tornarono tutti a casa. Borghese lo fece per attirare l’attenzione visto che, ormai vecchio, aveva la faccia butterata come un panettone, puzzava come un caciocavallo, aveva l’alito di capra marcia e quando parlava sputava cioppini (anche con cibo) grossi come cammelli.

GIANCARLO GENTILINI

Esistono i Fascistelli con la voce di Gene Gnocchi mista a quella di Fausto Leali. Costui è Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso che aveva trasformato la città in un’alcova di ultras nazi alcolisti. Memorabili i discorsi in cui vuole eliminare i bambini degli zingari e in cui dice di aver distrutto dei campi Rom. Non sappiamo se faccia veramente sul serio, sta di fatto che da quando è politico, beve talmente tanta grappa che i neuroni sono diventati acini di uva sotto spirito. Soprannominato “lo sceriffo”, noi lo ricordiamo per il suo impegno verso la salute pubblica, emanando l’editto “Pulizia Etnica Dei Culattoni”.

ROBERTO FIORE

Fondatore e segretario a vita di Forza Uova, littorio ed integralista partito nostalgico del fascismo. Fiore è un mago della parola, è fantastico sentire come stridono le sue unghie sui vetri appena vorrebbe appoggiare filantropi come Priebke, ma non implicitamente. “Il Pinguino si è macchiato di orrendi crimini a Gotham City, tuttavia la storia di Batman non può andare solo in una direzione” (intervento di Fiore all’ultimo Luccacomics). Il suo partito si trova nel Castello di Dracula in Transilvania, anche se ai forzauovisti i rumeni stanno sulle palle, e conta trenta iscritti. Se Fiore non avesse 10 figli o se alcuni di loro lo sfanculassero, Forza Uova perderebbe il 50% dei voti. Nel 2012, alle politiche, festeggiarono avendo avuto più elettori di Lotta Comunista, partito che non si era candidato. Il singolo di Forza Uova “Stupratele pure tanto abortiscono” è il più suonato nelle bettole della Valacchia. Inoltre Fiore è famoso per essere riuscito a farsi fare la morale da Raffaele Lombardo, dai Forconi, da Berlusconi e da Casapound.

SIMONE DI STEFANO

Noto ladro di bandiere dell’Europa. Divenne presidente ad interim di Caccapound dopo che il fondatore Gianluca Iannone fu ricoverato all’Arkham Asylum a seguito di un suo comizio. Di Stefano ora è famoso per aver tentato di togliere la bandiera europea da un pizzicagnolo in via del Babbuino a Roma. Il gesto eroico fu applaudito da tutti i caccapoundini (pena mazzate a Te e a tutta la famiglia se non batti le mani). Il gesto della bandiera tolta, in verità, non era eroico, semplicemente gli serviva un tappeto in camera da letto, dato che col precedente aveva pulito tutto il sangue di Antonio Gramsci dal pavimento rendendolo inutilizzabile.

GIANLUCA CASSERI

Charles Bronson, Maurizio Merli, Doomsday e Mel Gibson una sera, ubriachi come irlandesi, copularono nella sede di Caccapound Firenze. Nacque Gianluca Casseri, un simpatico vecchietto che se passava davanti al Conte Dracula, il famoso vampiro si faceva il segno della croce. Le eroiche imprese di Casseri saranno tramandate nei libri di storia editi da Franco Freda. Questo magnanimo vecchietto un giorno sparò ad alcuni senegalesi. Il suo avvocato difensore Cristopeli Spezzafiera, lo difese dicendo che siccome erano negri non riusciva a vederli data l’oscurità e aveva sparato alla cieca. Anche Casseri, come Hitler, si tolse la vita sparandosi. Visto l’andazzo il ministro Kyenge ha deciso di arrestare i suicidi con pistola per apologia di fascismo.

SVASTICHELLA

Mettere insieme un simbolo di violenza con una canzoncina di Nino Manfredi? Si può: Svastichella. Era un serial killer italiano che uccideva immigrati e gay (sai che novità?). Fu arrestato e poi intervistato dalle Iene, in cui disse che uccidere è sbagliato. In verità quello era un suo clone, creato da Mengele, costretto ad apparire in Tv per poi raccontare tutto sotto tortura al vero Svastichella. Nino D’Angelo farà un pezzo su di lui nel 2016, allegro e spensierato, “Svastichella Svastichèèè…”

BLU

FRANCESCO STORACE

Ex NERO. Impegnato politicamente e nel sociale. Ci teneva così tanto al sociale che lasciò un buco di millemila giglioni di euro alla Regione Lazio quando era governatore. Nel suo periodo da NERO, Storace appoggiava l’Msi, ma poi scoprì che le mignotte, le cene natalizie tutti i 365 giorni e ancora altre mignotte si trovavano un po’ più al centro. Per non essere scoppiato di mazzate dai 16 naziskin che ancora lo votano, Storace ha fondato “La Destra”, partito dal programma psichedelico. Non festeggiano il 25 aprile, ma non vogliono la dittatura fascista. I Partigiani sono delle merde, ma gli ebrei sono amici nostri. I ricchioni fanno schifo, ma i froci ci piacciono. No alla crudeltà su animali per mangiare, ma perlamadonna quella fiorentina al sangue è uno spettacolo. Codesta apparente confusione è unicamente elettorali, in verità Storace (Stocazzo, per gli amici) non sa neanche lui cosa vuol fare.

DANIELA SANTANCHE’

Se si scotta produce diossina e furani, visto che è composta da vari materiali plastici ed alcalino-terrosi su un  5% di tessuto umano. La Santanchè si candidò con Stocazzo nel 2008 contro Berlusconi, poi presero i voti di 5 salette bingo e si allearono col Pdl, pur mantenendo identità partitiche differenti. Utilizzata al posto dei pavoni nelle carceri turche per segnalare evasioni, la Danielona ha da sempre utilizzato la sua verve linguistica in svariati comizi e trasmissioni televisive. I suoi discorsi comprendono un 90% di urla e un 10% di cazzate. Di recente è stata ricoverata in ospedale per trauma cranico. Mentre “parlava” ad un comizio a tarda ora, Manfredo Sparatrappolo, operaio, incazzato nero, credendo che si trattasse di gatti in calore striduli, ha gettato un mattone forato dalla finestra, colpendo la “politica” in pieno.

SILVIO BERLUSCONI

Consultare gli atti giudiziari dei Pm di Milano.

VEGETA

Anche lui ex NERO. Atterrò sulla Terra con propositi dittatoriali di estinzione umana e dominio assoluto del pianeta (che poi se uccidi tutti, chi cazzo domini? Mah..). A seguito di vittorie e sconfitte, come tutti i Fascistelli ex NERI, ha visto la fregna (Bulma, ndr) e ha deciso di calmarsi. Si scopa Bulma (il festival della sega per tutti noi), fa una figlia (uguale alla madre), tuttavia rimane il testa di minchia piglianculo attaccabrighe di sempre. Recentemente è stato candidato nei Moderati In Rivoluzione prendendo 4 voti, due dei quali sono suoi stessi, quando fu assorbito da Baby e da Majinbu.

Francesco Pasanisi

Halloween Zombie Walk 2013 @Lecce

Anche quest’anno, non cambiareee. Stessi zombi da resuscitareee….

Clicca sull'immagine per accedere all'evento :)

Clicca sull’immagine per accedere all’evento 🙂

Ebbene sì, la tradizione continua in quel di Lecce. Quest’anno, come ogni Halloween dal 2011 a questa parte, ritorna la Zombie Walk. Ricordiamo la prima, ideata ed organizzata dalle zombette Ilaria e Benedetta, a cui noi della Easy Phoney abbiamo dato supporto video e diffuso la notizia sui giornali locali ed un’intervista alle due pazze su questo stesso blog e su un quotidiano locale grazie al nostro amicone Ennio Ciotta.

Indimenticabile anche la seconda Zombie Walk, soprattutto perché ideata ed organizzata proprio da noi, della Easy Phoney Production, con tanto di evento, articoli, filmati e comunicati stampa. Sfortunatamente, le adesioni erano pochine rispetto all’edizione 2011 (c’erano solo 16 non-morti), ma questo fu dovuto all’incertezza meteorologica di quei giorni, che più volte, passando notti e giorni interi sul sito del meteo, ci ha fatti stare in ansia sull’amletico dubbio del “farla o non farla?”. Nonostante ciò ci siamo divertiti alla grande e qui sul blog troverete anche un articolo corredato di foto e video della Walk 2012, così come troverete il video della Walk di Ilaria e Benedetta dell’anno prima. Aggiungiamo, inoltre, che senza lo spunto delle due zombette noi non avremmo pensato di organizzare la nostra (dubbi su autorizzazioni e affini, poi sfatati, ci bloccavano) quindi le ringraziamo ancora.

Dopo questa lunga digressione sulle Zombie Walk leccesi, passiamo a quella di quest’anno. La Halloween Zombie Walk 2013 conta un apparato organizzativo più vario e più solido. Se la prima fu solo organizzata da Ilaria e Benedetta e la seconda ha visto noi come ideatori della manifestazione mortifera, a ‘sto giro abbiamo unito le nostre forze per fare una cosa migliore, più ricca e speriamo per voi ancor più divertente. La Easy Phoney Production è la “spalla” tecnico-organizzativo-comunicatrice di tre zombette, che rispondono ai nomi di Ilaria (spesso citata qui nel pezzo), Franceca ed Erika. L’idea di partenza è loro, noi diamo una mano con le rogne giornalistiche, tecniche, facebookiane e, naturalmente, saremo lì a zombare.

Vi aspettiamo, quindi, il 31 ottobre alle18.30 circa al Parco di Belloluogo (Lecce) per poi spostarci nel centro storico in una putrida marcia dinon morti altamente affamati e fisicamente disorganizzati e putrefatti. Per il trucco suggeriamo il fai da te, come ogni anni, ma eventualmente vi daremo altre info sull’evento Facebook. Vi aspettiamo fuori dalle vostre lapidi.

A Bièn Tot.

Francesco Pasanisi

GEMMA REQUIEM

Giuliano-Gemma

Se n’è andato in maniera infausta, incidente stradale. Una morte violenta, terribile. Giuliano Gemma è morto a 75 anni a Roma, tradito dal proprio veicolo.

Come molti attori che hanno fatto da spola tra i piccoli ruoli in commedie anni Cinquanta, passando per i film “peplum” (pellicole storiche e mitologiche ambientate in antichità, specie in Grecia e in Roma antica), fino allo spaghetti western e poi al poliziesco e all’horror, il grande Giuliano era snobbato dall’elite (auto-eletta tale) nel panorama celluloide di casa nostra. Eppure ne avrebbe da raccontare di ogni, come un’enciclopedia vivente del cinema italiano.  Scoperto da Dino Risi per Venezia, la luna e tu (1958), in cui in certe sequenze, nel ruolo di Brando, spallava Alberto Sordi, Gemma ha avuto una parabola ascendente (ed è qui che inizia l’enciclopedia vivente) che lo porterà ad entrare in set famosi come quello di Ben Hur (1959) di William Wyler, in cui era una comparsa (soldato, per l’esattezza) e lo rincontriamo in Arrivano I Titani (1962) di Duccio Tessari, che gli offre il ruolo stavolta da protagonista, il biondissimo e statuario Krios. Col passare dei decenni, il Giuliano nazionale farà conoscenza con grandi nomi come Damiano Damiani (L’avvertimento, Un Uomo in Ginocchio), Pasquale Squitieri (Il Prefetto Di Ferro, Corleone, Claretta), Umberto Lenzi (Il Grande Attacco), Lucio Fulci (Sella d’argento) e Dario Argento (Tenebre). Al pari di molti suoi colleghi della stessa generazione(come Gianni Garko, Florinda Bolkan, Marc Porel e Gastone Moschin), Giuliano presnta una filmografia-cronistoria del cinema di genere, contornata da veri e propri film d’autore (il già citato Venezia La Luna E Tu, di Risi e Speriamo Che sia Femmina di Luigi Comencini).

Questo pezzo non vuole essere un elogio funebre, ma un excursus in pillole della vita di un grande artista che faceva ridere nella commedia, inquietava nei thriller, era eroico nei western e crudele nei gangster movie. Giuliano era un attore fuoriclasse, per nulla patinato e disposto a qualsiasi ruolo, a cui dava una straordinaria performance. Per alcuni di voi che amano le analogie, direi di poter paragonare Gemma e la sua carriera a un Bruce willis italiano del passato. Ciao Giuliano, che la terra ti sia leggera.

Francesco Pasanisi.  

CHIUDE IL S. LUCIA, APRE UN SUPERMERCATO: NUOVE FRONTIERE DEL PROGRESSO

Apprendiamo da giornali e da voci di corridoio rivelatesi purtroppo veritiere, che il Cinema Santa Lucia, di Lecce, chiude per sempre. Lo stabile, che ha ospitato anche alcune edizioni del festival del Cinema Europeo, diventerà l’ennesimo squallido supermercato. Alcuni simpatici imprenditori leccesi, sicuramente più avvezzi alla Domenica Sportiva che al mondo culturale, hanno deciso che il proprio guadagno aumenterà con la soppressione del Cinema Santa Lucia.

In aggiunta allo squallore dei fatti sopraccitati, c’è da dire che questo è il terzo cinema leccese che si piega alle volontà imprenditoriali e consumistiche di chi vuole investire nel “compra compra” e nei vari “bingo” e affini, così superficiali e beceri, a scapito della cultura.

Il Santa Lucia ci mancherà, anche perché ha ospitato prime cinematografiche di film fuori dal circuito Blockbuster e commerciale in genere. Lo scorso anno, infatti, proiettarono “Diaz”, “Machete” e “Killer Joe”, Tre grandi film, ma ingiustamente sottovalutati. Come per questi tre titoli, il Santa Lucia accorreva in aiuto di qualsiasi opera filmica che passava un po’ più in sordina rispetto ad altre.

La Easy Phoney Production, pur essendo una realtà culturale molto piccola, non poteva essere sorda e cieca di fronte a questo scempio. Invitiamo la società civile e le autorità, sempre se non devono fare la spesa, ad intervenire sulla questione.

 

Francesco Pasanisi – Fondatore della Easy Phoney Produciton

Easy Halloween Zombie Walk 2012

Lo scorso anno abbiamo dato manforte (e video anche) alle zombette Ilaria e Benny per la realizzazione della prima Zombie Walk a Lecce. Quest’anno abbiamo provato ad organizzarla noi. Purtroppo il maltempo ha fatto sì che spostassimo la manifestazione dal 31 ottobre al primo novembre. Questo ha tolto numerose adesioni precedenti che, ignare del brutto tempo, in 50 erano entusiaste a partecipare. Eravamo pochi, ma abbiamo lo stesso divertito, spaventato e dato una punta di irriverenza per le vie leccesi. Qui sotto i due video e le foto.

Ringraziamenti: cippiful per il trucco del Pasanisi, le vostre manine per i vostri trucchi e travestimenti, Tancredi per le riprese del primo video, Marino Marinetti per aver filmato nel secondo, Il Cerbero, Oz, Vududòl, Billa e Federica per le fotografie.

Chiaramente il grazie il più grosso è per aver partecipato. Probabilmente a Carnevale ne faremo un’altra, vi terremo aggiornati. Godetevi intanto video e foto. 🙂

VIDEO:

FOTO: