Easypedia: Il Comunardo

Il Comunardo è un militante politico appartenente alla dottrina del Comunardismo, fondata nel 1689 dal grande filosofo Piero Barzocchia. Il Comunardismo è, in realtà, uno strumento occulto dei conservatori e della destra per incasinare i cervelli di sinsitra, già pipponi per conto proprio. Il Comunardo, nelle sue istanze e convinzioni, porta avanti codesta pericolosa vulgata che non fa mai levare personaggi gioviali quali Silvio e Brunetta fuori dalle palle.

Il Comunardo si divide in due sottogruppi (e la Sinistra di sottogruppi ne ha ben donde), esistono i Comunardi Rossastri (una versione cannaiola di Forza Nuova) e i Comunardi Verdi (una specie di Margareth Tatcher con la Kefiah).

I primi, militanti e dirigenti in apparati di estrema sinistra innovativi come la Bobina Tesla, auspicano a un ritorno al socialismo reale scevro dal global-liberal-capitalismo che inficia la dover mente pensante in alienazioni deliranti omofile di stampo filo israeliano veridificato senza perdurare istanze statunitensi. Ci avete capito qualcosa? No? Perfetto, siete già a buon punto per entrare in Direttivo Politico.

Riguardo alla corrente verde, invece, basta mangiare formaggio con pere a 30 euro al grammo nei locali lounge dopo i comizi e disquisire di democrazia su un laptop della Apple con Twitter aperto. Se siete un Comunardo Verde amate la democrazia e la libertà di parola, anche a costo di permettere cortei ai naziskin (perké la libbertà di esprexione è #SACRA) e di cacciare i No Tav dalla vostra sede (perké nn si può ostakolare #L’INNOVAZIONE).

I Comunardi Rossastri credono che i gay siano indice di neofascismo perché troppo di moda in una società imbrigliata dalla tecnocrazia delle banche contro i salari. Uno di loro è stato visto uscire fischiettando dal capezzale di Freddy Mercury, nel giorno della dipartita (Fonte: Il Giornale).

I Comunardi Verdi ascoltano Tiziano Ferro per essere, invece, più vicini al mondo omosessuale. Ripudiano il fondamentalismo religioso, ma li vedi con facce da Teletubbies ad ogni meeting di Comunione e Liberazione.

COMUNARDI FAMOSI

Dopo aver sviscerato le fondamentali differenze tra le due correnti, è d’obbligo citare alcuni Comunardi famosi.

ROSSASTRI

STALIN

Talmente antifascista ed antinazista che progettò e mise in pratica un piano alla Darth Fenner per eliminare comunisti che gli stavano sulle palle, omosessuali, ebrei e oppositori politici.

FIDEL CASTRO

Ha l’embargo obbligato per colpa di quei fighetti di americani e di conseguenza li boicotta con ferree differenze rispetto al loro sistema. Infatti gli Usa hanno la pena di morte e a Cuba c’è la tortura.

SLOBODAN MILOSEVICH

Era un buon compagno socialista, ma probabilmente privo di fantasia. Senza spremersi troppo le meningi su cosa cazzo fare una volta al potere, continuò a fare qualche simpatico e goliardico genocidio che Karadzich (dittatore di estrema destra) aveva lasciato in sospeso. La cosa più bella è che la missione nei Balcani era sotto Dalema, noto Comunardo Verde.

PAOLO FERRERO

Uomo dagli infuocati discorsi contro l’euro e contro il neofascismo. Poi qualcuno lo interrompe in maniera brusca e lui fa la faccia di Bambi dopo che gli uccisero la madre. Questo Comunardo è ragione di perplessità per i Rossastri.

VLADIMIR PUTIN

Fu comunista e agente del KGB, solo che una brusca manifestazione mentale a causa di un trauma infantile (la sua tata era Cristiano Malgioglio, il quale metteva sempre LP di Donatella Rettore, i suoi e di Madonna durante la gestazione dell’infante), lo portò a formare una cosa indefinita di destra nazionalista, tuttavia osannata da numerosi Comunardi Rossastri e da Fascistelli. Dopo un rito a base di pejote e mescal, i Rossastri credono che gay e Pussy Riot siano agenti segreti Usa contro il soicialismo russo di Putin, quindi si segano quand0 il buon Vlad ne arresta qualcuno.

GRANDE PUFFO

Inizialmente era il numero due del Comunardismo Rossastro, poi, dopo la svolta di Fiuggi, in cui il saggio folletto azzurro introdusse quella checca del cazzo di Puffo Vanitoso, la sua mozione crollò a favore del compagnardo HIV, storico nemico di devianze borghesi.

ASSAD

Assad uccide siriani, Obama non ne parliamo, tuttavia il Comunardo Doc parteggia per Assad, essendo Obama troppo mainstream.

HUGO CHAVEZ

Fra tutti era il meno peggio, questo bisogna riconoscerlo. Riduzione drastica di analfabeti, leggi per diritti umani ecc.. Solo che se lo facevi incazzare faceva spezzare di mazzate chi stava nelle manifestazioni contro il governo e si comprava tutte le televisioni del Paese (chi vi ricorda in queste ultime due cose?).

VERDI

AL GORE

Alberto Sangue Intostato è il Comunardo Verde che, in realtà, è un po’ un cane sciolto rispetto al correntone. Ambientalista, progressista, ma, come richiede il mini statuto dei Comunardi Verdi, perdente a priori. Gore è riuscito a farsi trombare da Bush alle presidenziali pur essendo in netto vantaggio.

WALTER VELTRONI

Voleva fare l’Obama dell’amatriciana, dopo che ha visto che fine hanno fatto i pro Ho Chi Mihn di cui faceva parte da giovane. Alle elezioni Politiche del 2008, dopo aver fondato il Pd (nota bestemmia) è stato il miglior alleato di Berlusconi. Un giorno ha dichiarato che lìerrore di trasbordare l’Obama da noi è stato quello di non aver scelto la faccia giusta, tipo un Carlo Conti.

MASSIMO DALEMA

Zoccolo duro del Pci, poi ha visto che sulla Fininvest (ora Mediaset) ci sono effluvi di tette e culi ad ogni ora ed ha abbracciato il Cavaliere. Si incazza con Sallusti urlando come Alice Cooper, ma poi inciucia con Silvio apertamente. No, i PACS non c’entrano, non ci sperate.

BILL CLINTON

Il vecchio Billy accontenta tutti. Da Comunardo alza le tasse e da ommo de furesta con la terza media si fa sorprendere in atteggiamenti intimi oralmente con Monica Levinsky. Frase storica: “Mi ci vorrebbe una pomata…”

MATTEO RENZI

Avete presente il film “Il Presagio”, del 1978 di Richard Donner? Beh, il nostro ggiovane sindaco toscano probabilmente è la stessa entità demoniaca. Già da neonato aveva anche fare con gli ambienti colti d’Italia (La Ruota Della Fortuna) ed ora aspira al premierato. Vuole introdurre la Dittatura Dell’Hastag.

Francesco Pasanisi

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I FILM DEL SABATO: TUTTI DEFUNTI TRANNE I MORTI

“Aridànghete” direte voi e avete ragionissima. E’ già la seconda volta che posticipiamo il nostro appuntamento saturnino dedicato al cinema. Nostra culpa, comunque, questo sabato è stato inderogabile un secondo impegno. Comunque transeat, parliamo del film della settimana: “Tutti Defunti tranne i Morti” (1977) di Pupi Avati. 

Questo oggetto del desiderio per gli amanti di parodie e black humour, nonostante il modo severo con cui se ne parla, a nostro avviso è delizioso. Il “Polansky della Bassa”, così com’è definito Avati nonostante diverga totalmente riguardo alla politica rispetto al regista polacco, tramite una sceneggiatura di Maurizio Costanzo (lo show man scrisse per Avati anche “La Casa Dalle Finestre Che Ridono”, del 1976), ci regala un patchwork comico-horror-grottesco che mixa sapientemente “Dieci Piccoli Indiani” , racconto di Agatha Christie e la comicità slapstick e anti horror presente in una delle opere dello stesso Polansky: “Per Favore Non Mordermi Sul Collo” (1967).

“Tutti Defunti Tranne i Morti” è uno di quei film che, una volta visti, non si dimenticano. E’ un ottovolante di atmosfere. Si prova inquietudine in tutte le sequenze dell’assassino (vestito con una tonaca nera e un cappellaccio) e si trema un po’ per la sua voce rantolante. Poi si ride di molto gusto in tutto il resto della vicenda, specie nei momenti dedicati a Dante (Carlo delle Piane) un bruttino e arguto rappresentante di libri stranamente sogno erotico della bella marchesa Ilaria (Francesca Marciano); le scene riguardanti il detective Martini (un ringalluzzito e tardo Gianni Cavina) e, ultimo ma altrettanto esilarante, risulta il personaggio di Donald (Pietro Bona), fratellastro di Ilaria tornato dalla Svizzera per le esequie del padre, è un “freak” buffo e tardo con manie masturbatorie, che tiene a freno con elettroterapia, manette e la compagnia di Hilde, un’affascinante e lussuriosa infermiera elvetica (Greta Vajan). 

Nell’opera di Avati, incombe una maledizione secolare secondo la quale, in un castello di un clan aristocratico, moriranno tutti i famigliari e la gente in qualche modo legata a loro (camerieri, generi, cognati ecc…). La leggenda si avvererà con un finale doppio con doppia sorpresa, a metà fra Conan Doyle e la già citata Agatha Christie.

“Turtti Defunti Tranne i Morti” è, inoltre, un omaggio all’hard boiled. Delle Piane è vestito come Humphrey Bogart nei sui film (borsalino ed impermeabile). Fra gli altri interpreti Bob Tonelli (Ariano, fratello di Ilaria), finanziatore assiduo e amico di Avati, già Balsamus in “Balsamus-L’Uomo di Satana” (1968) sempre di Avati. Nel ruolo dell’americo-barese Buster, nuovo marito della vedova, Michele Mirabella, che quattro anni dopo verrà mangiato da alcuni ragni giganti ne “L’Aldilà…E Tu Vivrai nel Terrore” (1981) di Lucio Fulci. 

Indimenticabili alcune tecniche di uccisione. Quella che ci piace di più è il phon che funziona come un revolver, uccidendo Ottavio (Luciano Bianchi) fratello del defunto Marchese Ignazio (Andrea Matteuzzi), la “salma” attorno alla  quale ruota la vicenda.

Ideale per passare una serata in cui si “muore” dal ridere.

FRANCESCO PASANISI