RAI, FOA INDICA STEPHEN KING PER SCRIVERE SERIE DI DOCUMENTARI SULLA STORIA CONTEMPORANEA

king

Primo atto del neoeletto presidente Marcello Foa, voluto al timone della Rai dal governo del cambiamento controi i poteri forti che tramano alle spalle della gente. In una telefonata post pranzo, Foa ha contattato Stephen King “noto storico”, come il l’attuale CDA Rai lo definisce, per scrivere una serie di documentari su ciò che è accaduto nel mondo dal XIX secolo ad oggi. Rabbia dei Centri Sociali Okkupati, tranne quelli che leggono Stephen King.

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IT

Non volevo dare un titolo troppo ampolloso per parlare del film omonimo. Questo, tratto dal megaromanzone di Stephen King, non è un remake (“It” del ’90 è uno sceneggiato HBO in due parti, non destinato alle sale) e non è un sequel. L’opera dell’argentino Andy Muschietti è il primo film sul clown Pennywise in tutta la storia del cinema.

Nella cittadina di Derry esiste da millenni una creatura demoniaca extraterrestre che, sotto le sembianze di un simpatico e dentuto clown, adesca ed uccide i bambini per la propria metodica dieta che avviene ogni ventisette anni. Il nostro “Coso” (It, tradotto in taliano) ha, però, la sfortuna di papparsi Georgie Denbrough, fratello di Bill. Questi, insieme da altri ragazzi ed una ragazza, bullizzati peraltro dal sociopatico Henry Bowers, si uniscono per sconfiggere la creatura.

It è una malia, vale a dire un demone che, fra i tanti poteri, è capace di modellare la realtà circostante alla vittima per disorientarla e farla impazzire; purtroppo questo aspetto è molto poco trattato nel film di Muschietti, ma sono ben descritti (e girati) gli incontri fra il perfido e spassoso pagliaccione e i ragazzi, davanti ai quali It assume la forma delle loro paure. Le scene sono da balzo dalla sedia e registicamente senza un margine di errore.

Verissimo che i puristi del romanzo hanno storto il naso su altri “omissis”, come ad esempio la minuziosa descrizione storica e tragica della città di Derry, nel film trattata in tutto in cinque minuti, però è chiaro nelle due ore e un quarto un fatto: It è il Male. Per King e per chiunque lo abbia fatto conoscere a noialtri, è una fantasiosa ed inquietante allegoria del male quotidiano. Libro e film parlano di come il razzismo (l’incendio al Punto Nero, pub di afroamericani dato alle fiamme da un manipolo di razzisti), la misoginia (la giovane Beverly Marsh maltrattata da un padre violento e forse incestuoso), l’indifferenza di fronte a chi chiede aiuto è It. tutto questo lo è.

“Naaah, è un film con un pagliaccio” Disse Menefotto Fregacazzi, personaggio ora e qui inventato che potremmo identificare con quanto scritto sopra, e non è assolutamente vero. Consigliato il film per chi ama l’horror e le sue metafore sociali e consigliatissimo il librone di King (1238 pagine) per gli stessi motivi.

Francesco Pasanisi

IT SI TRASFORMA IN SALVEMINI E APPARE A PERRONE

Il celebre mostro/clown/demone Pennywise, protagonista del romanzo biografico “It”, scritto dallo storico Stefano Sire, sarebbe apparso nell’abitazione di Paolo Perrone nottetempo. L’ex sindaco, stressato da verdetti di Tar, da ricorsi sulla nuova giunta e dalla questione sul Pug, ha visto apparire davanti al suo letto Carlo Salvemini, il nuovo sindaco. In realtà si trattava del feroce clown che, come sappiamno, assume la forma delle nostre paure e delle nostre ossessioni.

DIZIONARO HORROR DEL MERCOLEDI’: ACCHIAPPASOGNI (L’)

L’ACCHIAPPASOGNI

Giudizio: *

(Dreamcatcher , USA, col., 2003, 136 min.)

Di Lawrence Kasdan con Tom Sizemore, Damian Lewis, Jason Lee, Thomas Jane, Morgan Freeman.

Un gruppo di amici, ognuno con un problema, chi sentimentale, chi di alcol, di depressione, si riunisce in una baita nei boschi del Maine. Tutti e quattro condividono una storia che li ha visti protagonisti da bambini: l’aver salvato un quinto bambino ritardato da dei teppisti che lo stavano picchiando e umiliando. Per ricompensa, il piccolo ha regalato loro speciali poteri di tipo telepatico. Durante il loro soggiorno si verificano dei fenomeni strani, animali che migrano in massa senza alcun motivo logico e la comparsa di uno strano individuo. Presto scopriranno che l’intera zona è infetta da un virus alieno e che i militari la stanno mettendo in quarantena.

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Ennesimo adattamento di un romanzo di King, questo non è tra i più riusciti. Anzi, nonostante alcuni spunti filosofici, una certa dose di sentimentalismo kinghiano, e una partenza che attira subito l’attenzione, il film si rivela debole, la lunghezza esagerata e le troppe sottotrame, vanno a scapito del ritmo e della suspense e il prodotto risulta nel complesso più adatto per la televisione che per le sale cinematografiche. Ma gli amanti del genere non disdegneranno le creature aliene, vermoni con una sbocconata di denti molto suggestiva, che Morgan Freeman definisce le “anguille stronzo” perché si sviluppano dopo essere penetrate nel retto.

Edoardo Trevisani