SARDEGNA: GOVERNATORE LEGHISTA CAMBIA NOME REGIONE IN GATTEGNA

SOLINAS CHRISTIANIl presidente della Regione Sardegna Solinas, noto per la trasparenza e l’onestà e la sfrenata voglia di Costituzione e buon governo, temendo un’invasione di sardine nell’sola, per le quali ha allertato la protezione civile e i caschi blu dell’Onu, ha deciso di eradicare lo storico nome del territorio da lui governato per non fare pubblicità ai temuti terroristi rossi armati della sanguinaria arma della riunione di piazza. Da domani, la Sardegna, in linea con la linea del Capitano, si chiamerà Gattegna.

SINDACO DI CENTRODESTRA INDICE INIZIATIVA “IL TRENO DI BIBBIANO”

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“Tutte le atrocità, dalle tasse alle foibe per poi passare da Bibbiano alle donne, dalle biblioteche ai ricchioni fino ai negri -dice il primo cittadino- dovrebbero essere ricordate e commemorate”. Dopo l’autorevole intervento, ha tagliato il nastro posto sull’uscio della sede che ospiterà l’importante evento.

DARIO ARGENTO STA GIRANDO UN FILM SULLA VITA DI SALVO VENEZIANO

Salvo-Veneziano-1Il re dell’horror movie italiano, Dario Argento, torna a farci terrorizzare sul grande schermo. Girerà un thriller a sua detta “molto cruento e splatter” incentrato sulla vita dell’icona femminista e concorrente del GF Salvo Veneziano.

SALVINI FA PROPOSTA DI MATRIMONIO AL SENATO E LEI LO FRIENDZONA

1571228506694.jpg--malore_per_salvini__leader_della_lega_ricoverato_e_poi_dimesso__Si continua con proposte di matrimonio al Senato. Sempre in quota Lega, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha chiesto la mano alla fidanzata ma non è finita come sperava. Solidarietà da Trump, Orban e Bolsonaro.

SALVINI: CON LEGA IN EMILIA ROMAGNA METTEREMO I VETRI ALLE FINESTRE DELLE CASE

salveeneeIl leader del Carroccio, in supporto alla sempre pacata e moderata Lucia Borgonzoni, candidata alle regionali dell’Emilia Romagna e sostenuta in gran parte dal padre, promette una vera svolta per la “bassa”: l’applicazione di supporti vitrei alle finestre di ogni casa. “La sinistra è ormai lontana dalle esigenze del popolo -afferma Salvini addentando un cazzomarro alla brace in una trattoria di Matera- e con il Pd gli emiliano romagnoli erano senza finestre e si ammalavano”.

I FILM DEL SABATO: JOKER

Ebbene il momento è arrivato. Noi della Easy Phoney ce ne impippiamo poco se ormai questo film è diventato troppo mainstream per quanto se ne discuta.

Noi la recensione ve la facciamo lo stesso. Locandina Joker

Si tratta di un film che non dà delusioni ai fedelissimi del personaggio, creato da Bill Finger e Bob Kane nel 1940. Il Joker di Todd Philips non diventa il pagliaccio del crimine per via di un bagno nell’acido che gli rende la pelle bianco latte ed i capelli verdi; il Joker di quest’anno non è stato operato al volto per eliminare le ustioni dell’acido rendendogli il volto perennemente ghignante; l’antagonista della nostra recensione non ha un passato da criminale…e non è di fatto un antagonista. l-uomo-ride-film-ispirato-personaggio-joker-recensione-v9-45266-1280x16.jpg

Arthur Fleck è uno sfigato di prima categoria: orfano di padre, spiantatissimo clown e comico che non fa ridere e con la madre moribonda che nasconde un segreto “utile” alla nascita del villain. Anche il Joker dei fumetti apparteneva alla barricata dei “buoni” di Gotham City; Alan Moore nel suo “The Killing Joke” ci dà il ritratto patetico di un giovane chimico che si licenzia dalla fabbrica in cui lavora perché vuol fare il comico. Come il Joker interpretato da Phoenix, è incapace di far ridere, ma diversamente da questo, il Joker cartaceo vive con la moglie incinta invece che con la madre. Il Joker del fumetto di Moore giustifica i propri sanguinari crimini dicendo che basta una brutta giornata per trasformare un uomo in peggio; Arthur Fleck, poco prima di truccarsi e vestirsi dal più noto cattivo dei fumetti, dice alla sua quasi fidanzata di aver avuto “una brutta giornata”, quasi come causa del declino progressivo e nefasto della sua psiche, già minata da una sindrome che reprime rabbia e pianto trasformandoli un una grottesca ed inquietante risata. SC847-2.jpg

Sintetizzando: cari bat fan (in cui mi inscrivo esplicitamente) non vi fate salire anche voi il crimine se il Joker non ha fatto il bagno chimico che lo ha tramutato in clown dall’indelebile make up, perché tanto, come raggiunge il punto di non ritorno trasformandolo da buono in cattivo viene riportato nel film con una discreta fedeltà rispetto al fumetto. Consiglio la lettura, oltre che di “The Killing Joke” di Alan Moore e Brian Bolland, anche di un albo di Batman del ’95 intitolato “Joker: Re della commedia”, in cui si ripropongono le origini del personaggio (e la scena al club dei comici è davvero simile alla sua omologa nel film di Philips). url_mediagallery-page.jpg

Per chi non lo sapesse, è bene ricordarlo, i Joker di tutti i tipi che abbiamo visto sfilare al cinema, in edicola e nei negozi di giocattoli sono figli di un certo Gwynplaine, sfortunato (guarda un po’) personaggio protagonista del film “The Man Who Laughs” (1927) di Paul Leni e tratto dal romanzo di Victor Hugo. In questa pellicola uno sventurato orfano viene orrendamente sfigurato da un intervento chirurgico che gli imprimerà a vita in terrificante ghigno. Anche se si tratta di un personaggio positivo, Bob Kane stesso si ispirò per l’aspetto di questo Arlecchino Dell’Odio per il quale qui si ha una malsana passione. Batman-Nicholson-1.jpg

Ora, “Joker” come film e personaggio NEL film. Lontano da Burton e da Nolan, il regista di “Parto Col Folle” ci regala un’opera dai colori e dalle atmosfere vintage anni ottanta con una serie di rimandi, oltre che al fumetto, anche ad altri suoi anziani colleghi come ad esempio Scorsese (che fu addirittura la prima proposta per dirigerlo). Arthur Fleck, truccato e vestito dopo aver massacrato un suo disonesto ex collega, viene invitato allo show di una specie di David Letterman interpretato da un Robert De Niro in splendida forma. L’anziano showman è l’idolo di Arthur Fleck, il quale manifesterà il proprio malsano amore verso di lui facendone una vittima del suo crimine violento. Questo, ragazzi, è De Niro aspirante comico che incasina la vita dello Showman Jerry Lewis in “Re Per Una notte” (1983) di Martin Scorsese. Pupkin rapisce il suo idolo comico, Fleck spara in faccia De Niro (in un ruolo di dantesco capovolgimento) ma è chiarissimo il piglio cinefilo all’interno della sceneggiatura del film. 5cc0f2612600005300700415.jpg

Il Joker di Philips non è Nicholson e non è Ledger e non è Romero, cioè il primo Joker del 1966, ma è tutti loro fusi insieme. La risataccia e il ghigno sono di Nicholson; il truccarsi e l’acconciatura e alcune inquadrature (il primissimo piano verso la telecamera dello show e il dettaglio della maschera gettata nell’immondizia) sono targate Ledger; a Romero invece si deve l’outfit, molto vicino al quello della serie “Batman” degli anni Sessanta e successivamente del film “Batman The Movie” (1966) di Leslie H. Martinson. joaquin-phoenix-joker-makeup-700x659.jpg

Il Joker 2019 è politico? Egli stesso dice di no quando è ospite nello show di De Niro. La domanda gli viene posta perché, un po’ come la versione brutale di Occupy Wall Street, le vie di Gotham sono messe a ferro e fuoco da una rivolta di persone mascherate da clown. Questi violenti manifestanti, tutti appartenenti al proletariato e sottoproletariato, indossano le insegne circensi di cui sopra perché lo stesso Fleck, una notte, aveva sparato a morte tre figli di papà che avevano tentato di violentare una ragazza in metropolitana. Joker/Fleck diventa il simbolo contro i ricconi, contro “I Porci”, come un novello Manson, ma lui farà parte delle loro scorrerie solo verso il finale del film, gongolando, ghignante e pieno di sangue sulla faccia, per quello che è riuscito a scatenare dopo decenni di tentativi di essere qualcuno. Un qualcuno “bifronte”: da un lato capobanda dei violenti rivoltosi clown e dall’altro misterioso vigilantes mascherato che giustizia gli stupratori scippando, quasi, il titolo ad un Batman che ancora deve uscir fuori e del quale vedremo i prodromi verso le sequenze finali (il decenne Bruce Wayne in lacrime vicino ai corpi dei genitori uccisi).

Ci sono troppe inquadrature ambigue negli ultimi dieci minuti del film, potrebbe uscirne fuori un sequel, non si sa mai.

FRANCESCO PASANISI.

MEDICO LECCESE INTITOLA REPARTO PEDIATRICO AL CIN CIN BAR

Per un ricordo sempre vivo di questo scempio criminale voluto dalla giunta Lenin del centrosinistra rosso bolscevico, Ronzinu Turcinieddi, noto medico leccese abituato così, ha intitolato il reparto pediatria del Vito Fazzi all’eroico Cin Cin Bar, scomodo luogo ai poteri forti che così lo hanno brutalmente ucciso. Congedo taglierà il nastro.untitled